Macerata, 28 dicembre 2017 - Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, condivide la scelta dei sindaci che si sono rifiutati di consegnare le casette in simili condizioni?

"Sì, non solo sono d’accordo con loro, ma sono stato proprio io a dire al sindaco di Sarnano Franco Ceregioli di annullare e rimandare la consegna. Sono inviperito, come lo sono i miei colleghi della Protezione civile e i funzionari della Regione. Siamo dalla parte dei sindaci. Ciascuna casetta dovrebbe essere data linda e pinta, quasi con il fiocco dorato. Da contratto sono previsti determinati requisiti e nel caso in cui non siano rispettati, bisogna applicare le penali al consorzio. Io stesso, sabato scorso a San Ginesio (uno dei Comuni del maceratese più colpiti dal sisma, ndr) per il taglio del nastro delle ultime casette, ho fatto presente al personale di Arcale che i terrazzini erano sporchi. A Sarnano, Visso e Caldarola si sono verificati episodi gravi e incresciosi, per me spiacevoli, da evitare in futuro».

Come pensate di risolvere il problema per fare in modo che negli altri cantieri Sae i lavori siano effettivamente completati alla data di scadenza?

«D’ora in poi le casette devono essere aperte, collaudate e messe in funzione alla presenza dei sindaci. Tutti devono concorrere a svolgere la funzione pubblica. Quindi un esponente del Comune, uno della Regione e se necessario anche uno della Protezione civile, devono essere presenti prima della consegna, affinché possano segnalare e rimediare ad eventuali anomalie. Ad esempio, bisogna prendere qualche accorgimento tecnico per il problema delle guarnizioni e l’efficientamento energetico. Ogni Sae è fatta su misura, con propri allacci, e possono verificarsi dei guasti. La ditta ha convenuto con noi che da adesso in avanti deve esserci una verifica puntuale su tutto. Sento Giorgio Gervasi, presidente del consorzio Arcale, quattro volte al giorno perché, sebbene gli appalti siano della Regione, le Sae sono sotto l’egida della Protezione civile. E non vogliamo che il nostro impegno, i sacrifici quotidiani vadano in fumo».

Sindaci, Regione e Protezione civile insomma scaricano la colpa sul consorzio di Arcale. Cosa farebbe se fosse in Gervasi?

«Caccerei gli assistenti di cantiere, che sono pagati per controllare. Le persone che entrano nelle casette dovrebbero meravigliarsi per lo stato della pulizia, non pulire loro stesse come invece sta avvenendo. Le condizioni previste nel contratto vanno rispettate, come i quattro anni di manutenzione, perché le casette devono essere durature nel tempo».

Come pensate di risolvere i problemi delle tre aree Sae di Visso, Sarnano e Caldarola?

«È una questione di ore. La sera di Santo Stefano ho mandato i miei a fare dei sopralluoghi per avere dei riscontri puntuali e precisi. Altrimenti prendo Gervasi e andiamo insieme il 31 dicembre e il primo gennaio in giro per le casette. La Protezione civile non conosce feste, né giorni di riposo».