Castelsantangelo (Macerata), 11 agosto 2017 - «Noi qui non vi vogliamo». Lo dicono cinquanta sfollati di Castelsantangelo sul Nera ai rappresentanti del governo, a quelle istituzioni nazionali e regionali che il 24 agosto prossimo, a un anno esatto dalla scossa numero uno del terremoto, approderanno nel paese per inaugurare le prime undici ‘casette’. I cinquanta sfollati ieri hanno inviato una lettera al premier Paolo Gentiloni, alla Camera, al Senato e al governatore delle Marche Luca Ceriscioli per suggerire loro di non fare la solita «passerella».

«Cosa vogliamo festeggiare dopo un anno? – spiega la portavoce del gruppo – Dovremmo dire grazie per l’arrivo di undici soluzioni abitative emergenziali? Quella delle istituzioni ci sembra una provocazione, una mancanza di concezione della realtà che sfiora la follia. È umiliante pensare che si siano affrettati solo per la parata, qui c’è gente in lacrime, senza considerare gli esclusi, coloro che il 24 agosto non avranno la casetta».

Perché in tutto sarebbero 67 le unità abitative (Sae) richieste. «Noi qui non vi vogliamo. Le motivazioni sono le seguenti: – recita l’attacco della missiva, elencando le ragioni – noi, che eravamo 280 esistenze e che ora siamo 280 sfollati, come in tempo di guerra, anonimi numeri di un conteggio istituzionale, senza peso elettorale. Noi, che ci hanno fermato, controllato e identificato centinaia di volte per poter circolare nel nostro paese. Noi, che stiamo vedendo i nostri anziani lasciarsi andare a demenza, tristezza, nostalgia e disperazione, sopraffatti dalla consapevolezza che non torneranno mai più a morire nelle loro case. Noi, che i nostri bambini sfiniti hanno viaggiato per ore e ore nei pulmini sulla costa per raggiungere la scuola distante troppi chilometri, o che hanno resistito dentro tensostrutture dall’aria densa ed irrespirabile».

«Noi – prosegue la lettera –, una manciata di ostinati, che sopravvivono in camper e roulotte dal 30 ottobre, a combattere il freddo e il caldo, a fare i turni per la doccia. Noi, che abbiamo visto morire i nostri animali, e che le stalle le abbiamo viste arrivare a giugno e luglio. Noi, paralizzati da studi di fattibilità, ipotesi di progetto, fasi previsionali e niente di concreto. Noi, che ringraziamo gli italiani che ci hanno aiutato e sostenuto concretamente, loro si! fin da subito e sempre. Noi, che in 11, primi assegnatari delle prime casette, ci sentiamo in imbarazzo nei confronti degli altri, perché le loro non si sa ancora quando arriveranno, e se arriveranno prima dell’inverno. Noi, che abbiamo esaurito la pazienza e le vostre eventuali visite le vivremmo come una provocazione, vi chiediamo la cortesia di non esasperare oltre i nostri animi. Noi, qui non vi vogliamo».

Il sindaco Mauro Falcucci commenta: «Non posso fare altro che sostenere i firmatari».