Visso (Macerata), 26 novembre 2017 – Visso riparte dalla piccola Ester. Una settimana di vita, è la più piccola inquilina delle nuove casette consegnate ieri ai terremotati, tra cui i genitori di Ester, Andrea Carloni Elisa Riccioni, e la sorellina Rachele. «Ma non sono le sole – raccontano –, qui è pieno di piccoli bambini, una di due mesi e un’altra in arrivo. Non vedevamo l’ora di tornare e finalmente, dopo tutte le difficoltà, abbiamo la nostra casetta».

Il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, ha consegnato senza alcuna cerimonia ufficiale 40 Sae (FOTO)nell’area del campo sportivo; permetteranno a circa 150 persone di tornare in paese. «Abbiamo scelto la sobrietà e il rispetto che meritano i nostri concittadini, che stanno affrontando le conseguenze di questa lentezza e di tutta la burocrazia che ci impedisce ancora di uscire dall’emergenza – ha detto il sindaco –. Sarà festa quando l’ultimo dei nostri terremotati avrà un tetto degno di essere chiamato casa. A quel punto festeggeremo tutti assieme».

I lavori, nel frattempo, vanno avanti. Sono 230 le casette ordinate a Visso. Tempo permettendo, entro Natale ne saranno consegnate più della metà. Intanto ieri sono iniziati i primi traslochi. Tra tutti, anche quello del vicesindaco Gianluigi Spiganti Maurizi. «È la prima volta in quindici anni che firmiamo insieme un documento», scherza Pazzaglini alla consegna delle chiavi. È stato proprio il sindaco infatti a far firmare uno a uno gli assegnatari. «Da vicesindaco non posso che essere soddisfatto di questo primo passo – ha commentato Spiganti –, come cittadino sono contento di ritrovare gli amici sparsi per le Marche, di ricostruire il tessuto sociale. Voglio organizzare qualcosa di carino per Natale: amo il mio paese, è il motivo per cui stiamo lottando per il nostro futuro».

E infatti a Natale Visso, promette l’amministrazione, non avrà nulla da invidiare ai paesini nel nord Italia, nonostante le difficoltà. Ci saranno i mercatini, di concerto con i commercianti, una pista di pattinaggio all’aperto e tante iniziative per richiamare i turisti e ricreare il movimento che c’era prima. «Sono di Roma – ha raccontato Roberta De Santis – ma ho scelto di vivere qui. Prima ero una operatrice socio sanitaria alla casa di riposo di Ussita, ma sono già ripartita una volta e lo farò di nuovo. Ricominciando da questa casetta con le mie due figlie».