Macerata, 9 agosto 2017 - Favorevoli alla zona franca urbana, che prevede agevolazioni fiscali per le attività produttive, ma contrari ai criteri introdotti per beneficiare degli aiuti. Questa la posizione di Cna e Confartigianato sulla scelta del governo di far accedere ai bonus le imprese e i titolari di reddito da lavoro autonomo che hanno subìto a causa del terremoto una riduzione del fatturato di almeno il 25% rispetto all’anno precedente, nei periodi che vanno dal primo settembre al 31 dicembre 2016 e dal primo febbraio al 31 maggio 2017. A spiegare il perché sia stata fatta una «scorrettezza» è Pacifico Berrè, responsabile provinciale del settore costruzioni della Confartigianato Macerata. L’associazione ha inviato una proposta di emendamento sulla zona franca urbana al deputato Piergiorgio Carrescia (Pd); è stata iscritta all’ordine del giorno della commissione parlamentare e dovrà essere discussa.

«Gli eventi sismici più importanti sono avvenuti in tre principali periodi, 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016, 18 gennaio 2017 – ricorda Berré –. È corretto che il conteggio per quantificare il calo di fatturato per le imprese dell’elenco 1 (legate al primo evento sismico) sia fatto sul quadrimestre settembre/dicembre. Non è altrettanto corretto per le imprese che fanno parte dell’elenco 2 (sisma del 26 e 30 ottobre) che il conteggio sia fatto sullo stesso quadrimestre, in quanto le imprese di questi Comuni nei mesi di settembre e ottobre non avevano avuto cali di fatturato. Il periodo più logico su cui effettuare il calcolo potrebbe essere il quadrimestre successivo al secondo evento sismico, quindi novembre-dicembre 2016 gennaio-febbraio 2017 rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, così come per i Comuni del terzo gruppo il periodo preso in considerazione è febbraio-maggio 2017. In pratica, se gli eventi sismici più importanti sono tre, non si comprende come mai i periodi di calcolo per quantificare il calo del fatturato siano due».

«La zona collinare alta risulta così la più penalizzata – aggiunge il direttore provinciale di Cna Luciano Ramadori – in particolare Camerino, Tolentino e San Severino, dove il 50% delle imprese viene tagliato fuori dalle agevolazioni. Ci troviamo di fronte ad una negligenza del legislatore che porterà un grave danno al nostro territorio qualora non vengano accettate le nostre proposte. Anche Cna ha chiesto ripetutamente di prendere in considerazione il periodo dal primo novembre. Il decreto deve essere modificato, non è accettabile la volontà politica di escluderci perché così in questo modo viene favorita solo la parte dell’ascolano, San Benedetto, Amatrice e Norcia».