Tolentino (Macerata), 11 novembre 2017 – Proseguono gli accertamenti sul corpo ritrovato venerdì 10 novembre in una scarpata a Tolentino. Certamente, è di una donna e gli elementi fino a qui raccolti dagli investigatori dei carabinieri, sono compatibili con l'ipotesi che si tratti di Renata Rapposelli, la pittrice scomparsa il 9 ottobre scorso. L'ex marito e il figlio della donna, 64 anni, sono indagati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere.

Il primo esame del corpo della donna trovato nella scarpata di Tolentino ha molti particolari che combaciano con i dettagli di Renata. Ma la prudenza è d'obbligo - raccomandano gli investigatori - perché il corpo, trovati tra i rovi ed esposto alle intemperie per molti giorni, è molto deteriorato e rende quindi difficile dare indicazioni certe.

La Rapposelli indossava una giacca scura, maglia o pantaloni leopardati e una grande borsa bianca e nera.  Del corpo si sa che - come la scomparsa - aveva scarpe da ginnastica e una collanina con il Tao al collo. Lunedì verrà effettuato l'esame autoptico disposto dalla magistratura. Un campione dei tessuti, comunque, è stato acquisito per gli accertamenti, come pure, ovviamente un campione del dna. Ovviamente non si è potuta neppure accertare la presenza di eventuali lesioni per cui anche le cause della morte restano sconosciute.

Il ritrovamento è stato comunicato al figlio Simone e all' ex marito Giuseppe Santolieri. "MI stanno arrivando informazioni sul ritrovamento, ma non posso dire di più perché ieri pomeriggio la procura mi ha dato divieto di parlare", si limita a dire Simone contattato dal Carlino.

Secondo il racconto dei due, la pittrice abruzzese è stata accompagnata in auto dall’ex marito fino a Loreto il pomeriggio del 9 ottobre e quella sarebbe l'ultima volta che è stata vista. Ma ieri sera è spuntata una testimone che apre una crepa nel racconto dei due indagati: “Renata – ha raccontatalo la farmacista di Tortoreto Lido, in provincia di Teramo, alle telecamere di Quarto Grado e ascoltata dai carabinieri il 10 novembre - la era qui in farmacia il pomeriggio del 9, erano circa le 17. La ricordo bene. Ha comprato un farmaco di cui aveva assolutamente bisogno”.

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Finora c’era solo la parola dei due indagati a indicare che Reny il 9 ottobre aveva raggiunto Giulianova. Padre e figlio hanno sempre raccontato che Renata avrebbe preso il treno che arriva alle 13.05 a Giulianova. Dopo pochi minuti sarebbe arrivata a casa dei due uomini: lì avrebbe trascorso circa 15-20 minuti, dopodiché Giuseppe - secondo la loro versione dei fatti - l'avrebbe accompagnata a Loreto (lungo la statale e non l'autostrada), su richiesta della donna che voleva andare a pregare al Santuario.

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Nessuno, però, nel complesso residenziale di via Galilei nessuno l’aveva vista arrivare, né i pochi vicini avevano sentito le grida della lite raccontata da padre e figlio. I militari avrebbero anche chiesto le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nei pressi della farmacia, ma i filmati non sono più disponibili visto che la denuncia è stata presentata solo il 16 ottobre.