Macerata, 20 aprile 2017 -  «La aspettiamo a braccia aperte, nessuno vuole punirla per quello che ha fatto, non deve avere paura. Vogliamo anche noi che lei trovi il suo futuro, contenti di offrirle opportunità. Speriamo torni presto». È il messaggio lanciato dall’assistente sociale del Comune di Treia Orazio Coppe alla quindicenne Mihaela Viorica, di origine rumena scappata di casa da una settimana, giovedì scorso. Da prima di Natale è stata affidata a una famiglia del paese, tramite un progetto (della durata in media di due anni) con ordinanza del sindaco e del giudice tutelare.

Non si sono verificati mai particolari disagi tranne qualche giorno prima delle feste di Pasqua. Probabilmente l’adolescente è stata «beccata» dalla famiglia affidataria: aveva detto di trovarsi in un posto invece stava in un altro, come può capitare a quell’età. E tra le ipotesi al vaglio, ci sarebbe quella di una «fuga» con un ragazzo a cui è legata. Non ci sarebbe stato nemmeno un bisticcio fra i genitori affidatari e la ragazzina prima che lei scappasse di casa. Fatto sta che la «scappatella», che sarebbe dovuta durare nei pochi giorni delle vacanze, si è prolungata. Ieri mattina alle 10 Mihaela è stata vista al terminal di Macerata, in piazza Pizzarello, e poi a Treia. Questo rincuora sia la famiglia affidataria sia gli assistenti sociali e la mamma naturale della ragazza, che fa la badante a Treia (il padre sta in Romania).

La studentessa è alta 1.63 metri, ha gli occhi azzurri e i capelli castani. Al momento della scomparsa, indossava una camicia color salmone, una gonna nera, scarpe da tennis di pelle nera con lacci, un cappello da baseball nero e uno zainetto a tracolla nero. Anche la trasmissione di Rai 3 «Chi l’ha visto» si è occupata di lei ieri sera. La sua scomparsa è stata denunciata alla polizia e la stanno cercando anche i carabinieri. Chiunque abbia informazioni utili o dovesse avvistarla si metta in contatto con la Questura di Macerata. Tramite celle telefoniche e rilevatore gps si cerca di monitorare la ragazza, che sarebbe ancora in zona. Ciò che conta è che sta bene, ma probabilmente ha paura di tornare, è spaventata perché sa di essere mancata per troppi giorni. Gli assistenti sociali e la famiglia ci tengono a tranquillizzarla e la supplicano di tornare.