Macerata, 7 settembre 2017 - Genitori in fila anche dalle 5.30, altri dalle 6, altri ancora dalle 7, e qualcuno con bimbi al seguito: si presentava così il centro per le vaccinazioni di Piediripa, ieri mattina, con una folla in attesa all’esterno e all’interno per poter prendere il numero. Questa la situazione dopo che la legge è cambiata e alcuni vaccini prima opzionali sono diventati obbligatori (adesso sono 10 in tutto), pena la sanzione e, nel caso di primo anno di nido e materna, il divieto d’accesso a scuola: i bimbi saranno ammessi solo dietro presentazione della prenotazione effettuata. Due gli ambulatori in funzione, per un totale di una settantina di vaccinati in una mattina. Gli sportelli aprono alle 9, ma bisogna mettersi in fila all’alba per sperare di farcela.

Alessandra Ciccarelli ha il numero 70, è l’ultima. «Siamo arrivati alle 7.30, ce ne torneremo a casa per le 15 se va bene – racconta Ciccarelli, rassegnata –, mio figlio deve andare in seconda elementare. Comunque sono d’accordo con i vaccini, gli altri due figli li ho già vaccinati». «Siamo arrivati alle 6.30 – dice Ludovica Giulianelli, di Appignano –, conquistando il numero 35. È un gran caos, proprio a ridosso dell’inizio della scuola. Mio figlio ha soltanto un anno, ma intanto ci mettiamo in regola». «Ho preso un permesso dal lavoro per essere qui – spiega Sabina Bianchi –, abbiamo mandato i nonni a prendere il numero, dato che si svegliano all’alba. Abbiamo il 55, e tra l’altro chiamano a voce, non c’è neanche un tabellino elettronico, se si perde il turno è finita. In ogni caso, mettere obbligatori anche i vaccini che prima non lo erano è qualcosa di antidemocratico».

«Giusto? Sì e no – precisa Claudia, una mamma di Macerata –, qualcosa che prima era una scelta personale diventa obbligatoria. Però il vaccino in sé ha valore sociale, va a limitare la diffusione di malattie». «Questa è la terza volta che veniamo – dice Anna Chiara Appignanesi, mamma, di Macerata –, un giorno siamo venuti alle 10 e i numeri erano già finiti, la seconda volta alle 8.15 e niente, e oggi (ieri, ndr) alle 7.20, abbiamo preso il numero 65, per un pelo dunque. Noi siamo anche d’accordo con l’obbligatorietà, ma poi dev’esserci un sistema che funziona, non una cosa del genere». C’è anche chi commenta che «si tratta di una situazione normale data la forte richiesta tutta insieme, hanno anche raddoppiato i turni», dice una mamma, e chi, come Barbara, un’altra mamma, specifica: «Le dottoresse sono gentili e scrupolose, attente a far sentire i bimbi a proprio agio. Però è allucinante il sistema. Oggi (ieri, ndr) ho giorno libero e ho dovuto incastrare tutto. Io sono arrivata alle 6.50 e già c’erano tante persone in fila con i bambini, non è giusto, specie per i piccoli, dover aspettare tanto».