Macerata, 6 ottobre 2017 – Finita la prima fase relativa alle vaccinazioni obbligatorie, quella riguardante i bambini fino a 6 anni, iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, per i quali i genitori dovevano certificare (consegnando copia del libretto vaccinale vidimato, attestazione o certificato di avvenuta vaccinazione)i o autocertificare la situazione, o attestare di aver proceduto ad effettuate la prenotazione entro l’11 settembre, ora è in corso di attuazione la seconda, per i ragazzi da 6 a 16 anni della scuola dell’obbligo (primaria, medie e superiori) i cui genitori devono fare la stessa cosa entro il 31 ottobre. E c’è già un dato clamoroso: se nel primo caso (0-6 anni) i controlli effettuati sui nati nell’Area Vasta 3 dal 2012 al 2017 hanno individuato ben 3.500 inadempienti totali o parziali, cioè bambini che non erano stati sottoposti ad alcuna vaccinazione o solo a qualcuna, nel secondo, concluso in questi giorni un controllo capillare su circa 25mila nati tra il 2011 e il 2001, tra totali e parziali gli inadempienti sono circa 7mila, il 28% del totale.

«Proprio in questi giorni stiamo scrivendo a tutte le famiglie interessate affinché provvedano a mettersi in regola», spiega Tiziana Bentivoglio, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Area Vasta 3. «In effetti – prosegue – è un numero piuttosto significativo, all’interno del quale il peso maggiore è dato dall’elevato numero di bambini non vaccinati contro il morbillo. Certo c’è chi non ha fatto alcun vaccino, chi ne ha fatti solo alcuni, ma il peso maggiore è la mancata vaccinazione di tanti bambini contro il morbillo».

Le vaccinazioni contro il morbillo sono andate calando negli anni, attestandosi ben al di sotto del grado ottimale di copertura che è del 95%: nel 2015 si è fermato al 76,2% su tutto il territorio dell’Area Vasta 3, con un picco negativo nel distretto di Civitanova (71,4%), seguita da Camerino (73,2), e Macerata (82,3). L’anno scorso il dato medio è migliorato, passando al 76,7% (+0,5%). «C’è chi chiede il colloquio e non si presenta, e la stessa cosa fanno altri che hanno prenotato e disertano l’ambulatorio, tra l’altro creando non pochi problemi organizzativi», sottolinea la Bentivoglio. E siccome una vaccinazione completa può anche richiedere sei mesi, si capisce come tutto possa essere fortemente rallentato».