Macerata, 3 luglio 2017 - Il ruolo della banca nell’era della disintermediazione, ovvero del ridimensionamento dell’attività di intermediazione degli istituti di credito per la diminuzione dei depositi bancari. Questo il tema affrontato alla tavola rotonda organizzata al Politeama di Tolentino dal direttore generale di Bper, Banca popolare dell’Emilia Romagna, Fabrizio Togni. Imprescindibile il binomio digitale/umano in 150 anni di storia di una banca vicina al territorio, integrata nel contesto.

Che è stata banca di riferimento durante il terremoto sia all’Aquila che in Emilia e che è presente ora, nel centro Italia. Dalla vecchia Banca popolare di Modena, con un’aggregazione di diverse realtà locali (l’ultima, la Cassa di risparmio di Ferrara, si è aggiunta venerdì scorso), è sorta la Bper. Ad oggi conta 1.200 filiali, due milioni di clienti, tra cui 300mila imprese. «Il minimo richiesto dalla Bce nel rapporto tra capitale e rischi della banca, che segna l’affidabilità, è il 7,25% – ha spiegato Togni – e noi siamo al 13,33%. La rischiosità è bassa e la liquidità è alta. Siamo stati i primi ad aderire al Fei, Fondo europeo degli investimenti, e a farlo adoperare in Italia». Ma, oltre ai traguardi raggiunti, è un dato di fatto che gli istituti di credito stanno passando un periodo di forte pressione. Ed è qui che devono subentrare i nuovi modelli di business, la banca 4.0, tema dell’incontro. 
«Adesso vanno anticipati i bisogni della clientela, avere le antenne sul mercato – ha continuato il direttore – serve apertura mentale, bisogna osare e produrre. Innovare per competere e competere per innovare. Ricordando però sempre che l’intermediazione, le persone che stanno dentro la banca, agli occhi del cliente contano più del brand o del bilancio». Ecco allora che la banca diventa advisor, fa consulenza su aspetti diversi, da quelli finanziari al servizio di incassi e pagamenti, dal supporto all’internazionalizzazione al risparmio energetico. «Occorrono nuove modalità di relazione con le imprese strutturate, che hanno bisogni complessi – ha affermato –. Per questo bisogna mettere a disposizione un team di consulenti in grado di interpretare le esigenze e accompagnare le imprese nel percorso di crescita, fatto di credito agevolato, internazionalizzazione, lending (prestito), accesso diretto al mercato e wealth management (consulenza fiscale e legale)». 

Recente la scelta di Bper di entrare nel capitale della start-up Homepal, nuovo social per comprare e vendere casa. «La banca ormai non può essere solo la struttura che presta soldi – ha concluso Togni – ma un interlocutore a 360 gradi per le imprese». Il Politeama di Tolentino è stato la terza tappa di «Creare valore per il territorio», iniziativa targata Qn – Il Resto del Carlino e Bper, Banca popolare dell’Emilia Romagna. Dopo Ferrara e Maranello, il trio ha scelto uno dei Comuni del cratere sismico per parlare di «Banca e impresa 4.0: nuovi scenari di business».