"I massoni allo scoperto"
Bocciata la mozione Munafò
La richiesta era stata avanzata dal consigliere comunale del Comitato Anna Menghi. Contrario il Pd, il Pdl si astiene
Macerata, 22 dicembre 2009 - Il consiglio comunale di Macerata ha bocciato la mozione che obbligava consiglieri, assessori e sindaco a dichiarare la loro eventuale appartenenza alla massoneria. La richiesta era stata presentata da Placido Munafò (Comitato Anna Menghi), sulla scia del caso di un assessore anconetano, costretto nei mesi scorsi alle dimissioni, dopo aver reso pubblica la propria appartenenza a una loggia massonica.
La mozione impegnava la giunta a modificare il regolamento comunale, inserendo l'obbligo di rendere pubblica l'adesione alla massoneria. Il documento è stato respinto con 14 voti contrari (Pd, Maurizio Mosca di Città Viva, Luciano Pantanetti e Reinhard Sauer di Rifondazione comunista), 9 a favore (Comitato Menghi, Udc, Comunisti italiani e Ruben Leporoni di Rifondazione comunista) e 4 astensioni (Pdl e Uliano Salvatori del Gruppo misto).
Secondo Munafò, “si tratta di una questione di trasparenza: i cittadini devono sapere chi li rappresenta”. Contrario Federico Valori (Partito socialista), mentre per Reinhard Sauer (Rifondazione) “il problema della trasparenza è concreto, ma imporre un obbligo non è il modo giusto per un confronto politico”. Riccardo Sacchi (Pdl) non si è detto contrario a una maggiore apertura ai cittadini, ma ha criticato lo strumento della mozione.
Alessandro Savi (Comunisti italiani) ha giustificato il suo voto favorevole sostenendo che “l’appartenenza alla massoneria non può essere paragonata a quella di altre associazioni”. Favorevole anche Ivano Tacconi (capogruppo Udc), mentre Romano Carancini (Pd) ha sottolineato come “obbligare a dichiarare l’appartenenza alla massoneria è un illecito sia sotto il profilo civilistico che amministrativo”

