Savi avverte il Pd:
"La sinistra non
è un accessorio"
L'ex assessore del Pdci interviene nel dibattito in vista delle elezioni. E Pasqualetti aderisce al documento dei cinquanta

Macerata, 7 settembre 2010 - «IL PD non può permettersi di trattare la sinistra come un accessorio». L’avvertimento arriva da Alessandro Savi. «A ochi mesi dalle provinciali — scrive l’ex assessore della giunta Silenzi — e il dibattito è scarno, quasi pendente dalle labbra del congresso del Pd. Nel frattempo, viene pubblicato un documento che, in perfetto stile Pd, dice tutto e nulla. Fioccano le adesioni, specificando (ma non troppo) i confini centristi e lasciando indeterminati quelli della sinistra che viene ridotta ad “altri” ai quali, eventualmente, “aprirsi”. Questi “altri” hanno rappresentato nella giunta Silenzi l’ala più responsabile e poco più di un anno fa hanno sfiorato il 13%. Questi “altri”, seppur trattati a pesci in faccia, tengono in piedi amministrazioni locali in mezza Italia, compreso il Comune di Macerata. La nefasta influenza del segretario regionale Ucchielli potrebbe portare il Pd a una nuova sconfitta. Si vuole aprire all’Udc? Bene, ma due condizioni: la sinistra dovrà essere parte integrante del nuovo progetto e l’Udc dovrà essere una parte dello stesso, evitando gli atteggiamenti di chi vuol cacciare di casa i legittimi proprietari».
INTANTO, Renato Pasqualetti si schiera con i cinquanta del Pd. «Il documento — scrive l’ex assessore provinciale — è un punto di partenza importante per un buon congresso provinciale. Non capisco il senso di alcuni interventi, come quello di Mario Morgoni o di Gian Mario Maulo, che, invece di confrontarsi con i temi affrontati, si fermano alla superficie delle formule o perfino a sofismi lessicali. Il mio sostegno al documento è venuto per le novità contenute, tra cui quella di vivere il congresso lasciandosi alle spalle vecchie tensioni e personalismi per mettere in campo “una forte tensione unitaria, la capacità di promuovere un rinnovamento vero e la costruzione di un gruppo dirigente autorevole.” I 50 partono da una formula di governo a cui fare riferimento e indica quella più significativa e vicina, cioè quella della Regione Marche, auspicando possa coinvolgere anche le forze della sinistra, magari positivamente raccolte nel minor numero di liste possibile».










