Macerata, 1° novembre 2016 – Sono quasi 40mila le pecore a rischio nella sola provincia di Macerata, dove si allevano anche bovini e maiali che non possono più essere protetti con strutture e fabbricati gravemente lesionati. A lanciare l’allarme è la Coldiretti sulla base dell’ultimo monitoraggio effettuato tra le aziende danneggiate.

Nei Comuni del maceratese sono allevate circa 9mila mucche, quasi 13mila maiali e 40mila pecore che, abbandonate a se stesse, rischiano di essere aggredite sulle montagne dai lupi o dai cani randagi. Molte le situazioni drammatiche, da chi ha perso casa e stalla ed è costretto ora a dormire in auto o addirittura in gazebo di fortuna per non lasciare soli gli animali a chi ha avuto il caseificio lesionato e ora non sa come fare a gestire il latte che deve necessariamente mungere dalle proprie mucche.

Ma c’è anche chi ha avuto la stalla dei maiali inagibile e ora non sa dove collocare centinaia di capi, che non possono essere certo portati al pascolo come mucche e pecore. E il sisma ha lesionato anche gli agriturismi. Non a caso la Coldiretti ha rivolto un appello agli agricoltori associati di tutta Italia per l’invio immediato di roulotte e camper per consentire agli allevatori terremotati di non abbandonare le aziende.

«Per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento in un territorio prevalentemente agricolo è indispensabile che le aziende possano continuare a operare – spiegano Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata, e il direttore Giordano Nasini – ma occorre anche affrontare quanto prima il problema dei ricoveri per il bestiame, tanto più in vista dell’arrivo delle temperature più rigide».