Macerata, 30 novembre 2016 - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato a porte chiuse i sindaci dei comuni del Maceratese colpiti dal terremoto , oggi al teatro don Bosco di Macerata. Al meeting privato partecipano anche il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e il commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani

"Questa non sarà solo una ricostruzione di mura e di abitazioni - ha promesso il premier al termine dell'incontro -, ma anche per il futuro di questa regione". Renzi ha soprattutto cercato di rassicurare i primi cittadini sulla gestione dell'emergenza e sulla ricostruzione. Per quanto riguarda le scuole, ha poi invitato i sindaci a confidare in senso assoluto sulla soluzione di tutti i problemi, dato che i finanziamenti, ha
ribadito il presidente, ci sono. Ed entro 15 giorni saranno emanati nuove ordinanze e provvedimenti. (FOTO)

Ai 46 sindaci dei Comuni, Renzi ha poi sottolineato come nel decreto approvato dal Senato e in via di conversione alla Camera, ci saranno gli strumenti normativi e gli stanziamenti per avviare la ripartenza nei territori colpiti dalle calamità naturali. Saranno al centro degli interventi le infrastrutture, le case, le attività produttive, ma anche i beni culturali. In particolare, un occhio di riguardo sarà per "i piccoli centri", afferma il premier,  "per non disperdere l'immenso patrimonio rappresentato dalle identità locali, che sono il punto di forza dell'Italia".

Ad aprire i lavori dell'incontro, il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, che ha fatto un quadro della situazione. Tra le questioni più urgenti sollevate dai sindaci, la necessità di accelerare le verifiche sull'agibilità delle abitazioni e degli edifici pubblici danneggiati dal sisma.  Secondo quando riferiscono gli amministratori che hanno partecipato all'incontro, il premier ha dimostrato consapevolezza della
vastità dei danni riportati nelle Marche. Errani e Curcio, poi, hanno illustrato alcune soluzioni tecniche riguardo problemi specifici delle varie aree.

Il premier poi ha proseguito per Ancona, per la chiusura della campagna referendaria.