Lunedi 23 Luglio, insieme alla Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, ha condotto il pubblico alla scoperta dei segreti della Traviata
San Severino Marche (Macerata), 25 luglio 2012 - Successo e applausi a scena aperta per Francesco Micheli, direttore artistico dello Sferisterio, che lunedi 23 luglio ha presentato lo spettacolo "Da Verdi a Mina" al teatro Feronia di San Severino.
Accompagnato dalla musica della Form - la Fondazione Orchestra Regionale delle Marche con Meri Piersanti al pianoforte, Antonio Coloccia al violoncello e Giannina Guazzaroni al violino - Micheli è riuscito a conquistare il pubblico grazie ad uno spettacolo tutto dedicato ai giovani. L'evento era uno dei tre appuntamenti pensati per narrare del rapporto tra la grande tradizione operistica, la canzone e, appunto, la musica pop. "Da Verdi a Mina" è un esempio concreto di teatro lirico di ricerca che, al Feronia, ha condotto il pubblico, prendendolo quasi per mano, alla scoperta dei segreti de "La traviata", uno dei titoli del cartellone del Macerata Opera Festival.
«L'opera italiana, e quella di Verdi in particolare, sembra proprio un po' come Mina: una donna affascinante, che se te la trovi davanti, in carne e ossa, non ci credi. E ti piglia la soggezione a rischio di paralisi o di fuga - ha detto Micheli durante la serata - . Sì, a meno che lei non si metta a cantare. E allora la soggezione lascia spazio ad altro. A quello scrigno di storie, memoria, stati d'animo, spesso di difficile gestione, come le eredità troppo preziose e ingombranti per essere spartibili agevolmente. Un tesoro prezioso, valido, allegro e struggente, che può essere utile a ricostruire e rendere credibile il nostro albero genealogico collettivo».
Singolare, come ricordato in apertura dello spettacolo dal direttore artistico de "I Teatri di San Severino", Francesco Rapaccioni, il legame fra Sferisterio e Feronia. «Entrambi - ha detto Rapaccioni - sono stati progettati dall'architetto Ireneo Aleandri. Il teatro Feronia veniva pensato a gennaio, lo Sferisterio a maggio».