Macerata, 10 luglio 2017 – Ripartire? Già ma come? E soprattutto da quale categoria? Sono gli interrogativi che si pongono i frastornati tifosi della Maceratese, almeno quelli superstiti dopo che la loro passione è stata offesa e violentata da uno stucchevole e squallido teatrino andato in scena da almeno nove mesi a questa parte. Sfumata, com’era ampiamente prevedibile (a parte forse qualche inguaribile romantico o ottimista ad oltranza) ogni speranza di mantenere la Lega Pro si prova in un arduo tentativo di iscrizione alla Serie D o, in subordine, al massimo torneo regionale, l’Eccellenza.

La differenza, tra le due ipotesi, è enorme: nel primo caso si sarebbe ancora nell’anticamera del professionismo per di più in un torneo nel quale, al momento, non si vede l’ammazza-campionato. Magari qualche protagonista della splendida passata stagione potrebbe anche rimanere in biancorosso (visto il legame che si è creato con la città) e ritentare, in qualche anno, la risalita. Occorrono immediatamente 250mila euro, l’approvazione del sindaco per una società nuova di zecca (da costituire a tempo di record) e formalizzare tutto alla Lnd entro dopodomani. Impresa teoricamente possibile ma durissima che tuttavia farebbe «assorbire», almeno in parte, il colpo di aver perso la Serie C con tutti gli annessi e connessi che questo comporta.

L’Eccellenza? Non è così scontata, anzi. Ivo Panichi, vicepresidente e numero 2 del Comitato Regionale è stato chiaro: «L’orientamento da parte nostra è assolutamente quello di mantenere il campionato a 16 squadre per tutta una serie di motivi, in primis perchè comunque parliamo di dilettanti. Leggiamo dei problemi della Maceratese e dell’Ancona o del possibile ripescaggio della Recanatese, ma al momento posso solo confermare che la scadenza è fissata a lunedì 24. Inserire squadre in sovrannumero e di questo lignaggio con tifoserie importanti al seguito crea difficoltà enormi come alcune esperienze passate ci hanno insegnato». Tradotto in soldoni non ci saranno particolari corsie preferenziali oltre al fatto che andare ad elemosinare un posticino in questo campionato non è che susciti particolari entusiasmi anzi.

Insomma le prossime 48 ore sono decisive per giocarsi la carta Serie D e sperare di riaccendere almeno una parte del tifo biancorosso, a oggi ai minimi storici. Altrimenti? Sarebbe meglio chiuderla qui, sostiene qualcuno con un anno sabbatico senza calcio sperando nel frattempo di ricompattare le poche forze, tra l’altro adesso anche divise. Eventualità tristissima ma almeno dignitosa. Per chiudere su uno degli «invincibili» e pilastro della Giunti-band, Lorenzo De Grazia, ci sarebbe il forte interessamento della Fermana. Che nostalgia...