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PATTO PER LA LEGALITA'

Giro di vite sul lavoro nero, in troppi fuori regola

Cultura della legalità e ‘tolleranza’ zero al lavoro in nero. E' la linea di cui si fa portavoce Gianni Cavicchioli, assessore provinciale al lavoro che avverte: "La stagione dei furbetti è finita. Gli obiettivi primari sono trasparenza e sicurezza"

muratori Modena, 7 settembre 2007 - Cultura della legalità e ‘tolleranza’ zero al lavoro in nero. È la linea politica di cui si fa portavoce la Provincia di Modena all’indomani dell’entrata in vigore, avvenuta il 25 agosto, della legge 123, che assegna proprio alle province nuove competenze in materia di coordinamento delle attività di vigilanza sul lavoro.

 

Come primo provvedimento la nuova legge incrementa il numero degli ispettori del lavoro: 300 unità in più a livello nazionale, di cui 4 o 5 attesi a Modena nel 2008. La normativa inoltre introduce alcune novità nella lotta al lavoro nero e nella prevenzione degli infortuni sul lavoro tra cui la più importante è l’estensione del provvedimento di sospensione, prima in vigore solo nell’edilizia, a tutti i settori: qualunque attività trovata con dipendenti in nero (almeno il 20 per cento della forza lavoro complessiva), o a cui saranno imputabili reiterate violazioni della normativa su orari di lavoro e riposi o su sicurezza e salute sul lavoro sarà colpita dalla sospensione immediata.

 

Anche le condizioni per poter riprendere le attività dopo la sospensione sono leggermente cambiate: prima di poter riaprire sarà necessario non solo mettere in regola tutti i dipendenti ed eliminare tutte le altre irregolarità contestate, ma anche pagare una sanzione aggiuntiva pari a un quinto di quelle amministrative comminate.

 


In provincia la stagione dei controlli severi era iniziata già dal primo gennaio 2007: da allora e fino al 31 d Agosto, la Direzione provinciale del lavoro (Dpl) ha ispezionato 495 aziende. I dati che ne emergono sono abbastanza sconfortanti: i 2 settori più colpiti sono l’edilizia e la ristorazione, le aziende che hanno violato le norme sono circa 200, ben 1944 i lavoratori irregolari, 112 dei quali in nero, mentre l’importo dei contributi e dei premi evasi supera i 3 milioni di euro, somma che corrisponde ad oltre il 35 per cento di quanto recuperato a livello regionale.

 

Il più problematico il settore dell’edilizia: da giugno, su tutto il territorio nazionale, è in atto una campagna di controlli che si pone l’obiettivo, entro fine settembre, di ispezionare 10.000 cantieri.
Nell’ambito di questi controlli sono già 25 le imprese sospese in provincia di Modena, circa un terzo di quelle ispezionate.

 

Anche dai controlli fatti dai Servizi prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Spsal) della Usl di Modena emergono dati preoccupanti: nei primi 9 mesi dell’anno sono stati effettuati controlli in 1408 ditte, di cui 741 del settore edilizio, che hanno portato a 4 sequestri, 7 sanzioni amministrative, 428 verbali di prescrizione e 51 verbali di disposizioni.

 

“La quota di ottemperanza ai verbali è attorno al 96-98%, il che dimostra la loro efficacia - commenta Guido Besutti, il coordinatore Spsal della Usl di Modena – Le ispezioni non sono comunque che una delle attività in cui si impegna la Usl, all’interno di un più vasto piano di promozione della cultura della sicurezza e della prevenzione degli infortuni”.

 


Anche alla luce dei risultati delle ispezioni la provincia sta sviluppando una più stretta collaborazione con Azienda Usl e Dpl, insieme ad un maggior coinvolgimento dei sindacati e della associazioni di categoria per coordinare le forze nella lotta al sommerso. Il 24 settembre la commissione provinciale, in accordo con la Dpl si riunirà con il Comitato del lavoro per l’emersione del sommerso.

 

“L’obiettivo – spiega Gianni Cavicchioli, assessore provinciale al lavoro – è stringere un patto tra tutti coloro che sono interessati a sicurezza, trasparenza e legalità. Insomma la stagione dei furbetti è finita. Occorre davvero un patto per la legalità per contrastare il fenomeno e promuovere la prevenzione e la vigilanza della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutto ciò si può ottenere solamente con un’azione congiunta dei diversi enti interessati”.

Elena Olivari










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