I canarini restano in testa alla classifica. Per i liguri nel primo tempo arrivano i gol di Guidetti e Do Prado. Sotto di due gol il Modena recupera nella ripresa; prima segna Pinardi, poi al 92' arriva il sofferto pareggio con la rete di Longo
Partite del genere sono nella maggior parte dei casi le più pericolose. La squadra di casa che viaggia a punteggio pieno e affronta un avversario ancora al palo, tende anche involontariamente ad avere un approccio al match piuttosto morbido. Ed è quello che è capitato al Modena, molliccio nella gambe e un po’ spocchioso nell’avviare un duello che invece lo Spezia ha interpretato nel modo giusto. Più che per l’effetto Pavarotti, nel senso che quel minuto di raccoglimento ha toccato un po’ tutti, giocatori compresi, la squadra di Mutti ha iniziato con la testa tra le nuvole. Al punto che al 4’ Bianchi ha fatto scattare il primo allarme, anticipando di un paio di minuti la rete di Colombo.
La sensazione immediata è stata quella di ritenere lo schiaffo dello Spezia operaio l’antidoto giusto per svegliare dal torpore i canarini. Ma prima che qualcuno cominciasse a tirare su la testa, ci ha pensato Do Prado a strozzare una reazione fino a quel momento molto teorica. Il brasiliano, decisivo con un colpo di tacco nel primo gol, ha inizialmente fatto arrossire Antonazzo in evidente disagio nella fase difensiva poi, sul perfetto assist di Biso, ha messo in ginocchio tutta la difesa raccogliendo al volo e gettando nello sconforto Mutti. Nella circostanza in grave imbarazzo è sembrato Perna, il cui impiego al posto del più brillante Ungari ha convinto in parte. Rintanato nella buca, il Modena ha cercato di ritrovare un pizzico di umiltà pur tra mille problemi. L’inconsistenza offensiva di Bruno, l’egoismo di Pinardi non sempre in sintonia con i compagni di squadra.
Chiuso il primo tempo senza sussulti, il Modena, ricordando anche di aver segnato sempre nel secondo tempo, cambia registro. Al 2’ Bruno colpisce con il piede sbagliato a due passi da Santoni. I canarini sanno benissimo che solo accorciando nel primo quarto d’ora, la partita potrebbe cambiare direzione. Ci pensa così Okaka all’8’ a conquistare una preziosa punizione dal limite. Pinardi ripete l’exploit nel test di Sassuolo e indirizza la sfera nei pressi del palo di competenza di Santoni. 1-2 e partita riaperta. Ma il Modena fatica come non mai e rischia di tornare nell’angolo: dal 20’ al 27’ lo Spezia colleziona tre errori imperdonabili. O meglio, Frezzolini compie due parate quasi miracolose.
La prima su Gorzegno, la seconda su Pecorari, mentre al terzo giro Guidetti, favorito da un errore di Tamburini (identico a quello di Pescara che costò la panchina a Viscidi) ha colpito il palo con Frezzolini battuto. Una squadra che sbaglia tutte queste occasioni raramente riesce a portare a casa il risultato. Vecchia regola del calcio ma sempre di attualità. Come sono sempre di attualità gli acuti di Longo, nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione del Okaka. Al 92’ e due secondi, il centrocampista estrae dal cilindro il meglio del proprio repertorio regalando al Modena un punto sostanzioso che vale la permanenza in vetta insieme ad altre cinque compagne di viaggio. Meglio che niente.
IL TABELLINO 2-2
MODENA:(4-2-3-1): Frezzolini, Antonazzo, Frey, Perna (22' st Fantini), Tamburin, Luisi, Bolano (12' st Longo), Giampa', Pinardi, Gilioli (1' st Okaka), Bruno. (Narciso, Ungari, Gozzi, Colacone). Allenatore Mutti.
SPEZIA (4-4-2): Santoni, Camorani (30' st Zaninelli), Bianchi, Pecorari, Giuliano, Do Prado (12' st Gorzegno), Biso, Saverino, Frara, Colombo, Guidetti (36' st Manzoni). (Dazzi, Rossi, Ceccarelli, Eliakwu). Allenatore Soda
Arbitro: Russo di Nola.
Reti: nel pt 6' Guidetti, 22' Do Prado; nel st 9' Pinardi, 47' Longo.
Angoli: 4-3. Recupero: 1' e 5'. Espulso al 42' st Okaka per fallo a gioco fermo.
Ammoniti: Luisi, Colombo, Bianchi per gioco scorretto, Pinardi e Camorani per condotta non regolamentare.
Spettatori paganti 3302 per un incasso di 43.084 più 5958 abbonati.
Prima dell'incontro e' stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Luciano Pavarotti.
di Paolo Reggianini
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