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MESSA IN RICORDO DEL TENORE

Le lacrime di Nicoletta, primo mese senza Luciano

Prima uscita pubblica per la vedova di Big Luciano dopo la 'fuga' a New York. Nicoletta, alla vigilia del trigesimo della morte del tenore si è recata, insieme ad alcuni intimi e all'avvocato Anna Maria Bernini, in una chiesetta bolognese per una messa in memoria del marito. Gli amici: "E' molto triste". Commenta

Nicoletta Mantovani Castenaso (Bologna), 6 ottobre 2007 - "NICOLETTA è molto giù, Nicoletta è molto triste". Di più gli amici non dicono: casomai affidano alla sommessa loquacità degli sguardi le polemiche sull’eredità del marito, Luciano Pavarotti, che hanno lasciato un segno profondo nell’animo della donna. La prima uscita pubblica di Nicoletta Mantovani, volata a New York con la bambina dopo i funerali solenni di Big Luciano e tornata senza clamori nei giorni scorsi in Italia, va in scena a metà pomeriggio in una defilata chiesetta di campagna, a Castenaso, comune alle porte di Bologna. Alla vigilia del trigesimo della scomparsa di Pavarotti, che sarà celebrato stamani alle 7,30 con una messa al Monastero delle monache di clausura a Baggiovara, nel modenese, pochi chilometri in linea d’aria dalla tenuta di Santa Maria di Mugnano dove il tenore si è spento all’alba del 6 settembre, un’altra funzione religiosa, voluta da Marilena Ferrari e dai dipendenti della sua azienda, Art’è, lo ha ricordato affidandosi soltanto ai silenzi e alla preghiera del vescovo ausiliare di Bologna, monsignor Erenesto Vecchi.

 



LA PARROCCHIA di San Giovanni Battista a Castenaso non è patrimonio dell’Unesco come il Duomo di Modena, non ha una piazza da transennare per contenere l’affetto della folla oceanica che un mese fa, invece, ha voluto rendere omaggio di persona al grande tenore, ma un modesto piazzale che riesce a ospitare poco più di una decina di auto, tra le quali la "gloriosa" Seicento del parroco don Francesco, con la vetrofania di Radio Maria sul lunotto posteriore, e la Ritmo di una parrocchiana che diffonde dall’altoparlante della portiera, lasciata aperta, il "do" di petto di Big Luciano nel suo celebre 'Vincerò'. Non ci sono le fly con le parabole delle tivù pronte a rilanciare le lacrime della giovane vedova in mondovisione, non c’è un Lele Mora che cerca di imbucarsi a tutti i costi come quando l’estremo saluto al grande artista si stemperò in una celebrazione mediatica che ha pochi precedenti. Non ci sono le Frecce Tricolori e i carabinieri non arrivano a cavallo, in alta uniforme, ma con la divisa di ordinanza, al volante della vecchia Fiat Tipo in dotazione alla stazione locale comandata da un maresciallo. La sobrietà è estrema. Se non potesse apparire un controsenso, è una sobrietà che sfiora il manierismo, schiacciante affermazione dell’essere sull’apparire.


NICOLETTA arriva quando la chiesa è già piena, ma non stipata, di amici, dipendenti dell’azienda editoriale di Marilena Ferrari e qualche parrocchiano che ha saputo della funzione dal nostro giornale. L’accompagna Anna Maria Bernini, una tra le amiche più strette e fidate, che non è solo un riferimento nel pool di legali che stanno seguendo le vicende legate alla successione testamentaria, ma è anche la moglie del professor Luciano Bovicelli, già direttore della clinica ginecologica e ostetrica del Sant’Orsola di Bologna dove quattro anni fa è nata la piccola Alice, la quarta figlia di Big Luciano che ieri, però, non era con la mamma.



VESTITA con una semplice maglietta nera e un paio di pantaloni dello stesso colore, Nicoletta e la sua immagine dimessa hanno trovato posto nella prima fila di banchi, insieme col padre e, appunto, le due amiche, Anna Maria e Marilena. Al termine della cerimonia ha ricevuto il conforto del vescovo ausiliare, che si è intrattenuto qualche istante con lei, poi ha lasciato la chiesa con gli occhi arrossati e uno sguardo livido, senza rilasciare dichiarazioni.



"È UN MOMENTO di ricordo e di preghiera per l’amico Pavarotti", ha spiegato Marilena Ferrari. "Me l’hanno chiesto i dipendenti e gli amici veri, quelli che erano più vicini a Luciano e Nicoletta. Quelli più lontani si sono fatti sentire, quelli intimamente vicini hanno invece preferito il silenzio". Definirla una dedica polemica nei confronti di chi, in questo ultimo mese, ha alimentato un certo gossip è forse troppo. Indubbiamente, però, c’era un pizzico di sale nelle sue parole.

di Lorenzo Sani










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