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TACCHEGGIO A CARPI

Ipercoop, furti "formato famiglia"

Furti a raffica nel weekend all'ipercoop di Borgogioioso. Prima una coppia di coniugi ha tolto le placche antitaccheggio tentando di rubare un reggiseno, prodotti alimentari e programmi per la playstation, poi una intera famiglia, genitori e figli, non ha registrato sul salvatempo merce per ben 325 euro 

salvatempo al supermercato Carpi, 16 ottobre 2007 - CI SI METTONO anche famiglie intere a compiere taccheggi: un segno inquietante, che potrebbe celare due brutti sintomi, l’impoverimento concreto delle persone o una sorta di superficialità morale, che rende "lecito" rubare il programma della playstation per i figli.

 

ALL’IPERCOOP di Borgogioioso negli ultimi tempi le forze di polizia sono intervenute più volte per tentativi di furti nel centro commerciale, con un sensibile aumento dei casi. Se il più delle volte si trattava di cittadini stranieri che si appropriavano con diversi stratagemmi di derrate alimentari, anche per fame, tra venerdì e sabato scorsi si sono verificati anche casi in cui ad agire sono stati nuclei familiari provenienti da fuori Carpi.


IL PRIMO di questi casi ha visto intervenire la Volante su richiesta del personale di sorveglianza (che, come abbiamo già avuto occasione di precisare, non può in alcun modo effettuare perquisizioni, ma solo bloccare all’uscita chi tenta di andarsene senza pagare), si è verificato venerdì scorso nel primo pomeriggio.



UNA GIOVANE coppia di coniugi, residenti a San Cesario sul Panaro, mentre i loro figli minorenni erano a scuola, hanno riempito di merce un sacchetto vuoto di un'altra attività commerciale, rinchiudendolo prima di uscire con una spillatrice, come a voler dimostrare che si trattava di acquisti effettuati altrove. Un trucco non infrequente tra chi vuole ingannare i sorveglianti dei supermercati.



MA AL MOMENTO di oltrepassare le casse, sono stati bloccati dal personale antitaccheggio e quando è intervenuta la polizia, è stato possibile verificare la merce sottratta per un valore di quasi 200 euro: un reggiseno, una presa scart, prodotti ittici e di macelleria per 60 euro, 20 euro in budini e dessert e programmi per la playstation. I due coniugi sono stati arrestati per avere rimosso ‘con violenza’ le placche antitaccheggio e processati per direttissima il giorno dopo a Modena. Il giudice è stato clemente infliggendo loro solo una lieve condanna con la condizionale e li ha rimessi in libertà.



POCO PIÙ TARDI, un nucleo familiare residente a Modena, genitori e due figli, utilizzando il dispositivo ‘salvatempo’, alle casse pagavano merce per soli 44 euro, ma con l’apposito apparecchio non avevano registrato altra merce per un ulteriore valore di 325 euro. Anche in questo caso si è trattato di un caso "anomalo" messo in atto da una categoria di persone che normalmente viene definito "insospettabile"



SABATO POMERIGGIO è poi stata la volta di una nomade in stato interessante residente a Reggio Emilia, che usando lo stesso stratagemma del dispositivo salvatempo, alla cassa ha pagato solo 24 euro, mentre il valore complessivo della merce è risultato di ben 446 euro. Per i due modenesi e la nomade incinta solo denuncia a piede libero per tentato furto.

di Corrado Vellani










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