Nonostante lo stop alle auto, i valori delle Pm10 sono volati alle stelle. In città il livello era 66 microgrammi al metro cubo, rispetto ai 57 del giorno prima
Modena, 12 gennaio 2008 - BLOCCO del traffico? Tutta fatica sprecata. Eh sì perché, giovedì scorso (primo stop alle auto), i livelli delle Pm10, come previsto dal meteorologo dell’Osservatorio Luca Lombroso, hanno registrato un’impennata toccando quota 66 microgrammi per metro cubo, rispetto ai 57 del giorno precedente. Insomma, un’ulteriore conferma che il trend negativo, per quanto riguarda la ‘salute’ dell’aria della nostra città, è diventata una realtà radicata. Basta dare un’occhiata ai dati forniti dalla società Arpa di Modena che si occupa giornalmente di monitorare l’inquinamento atmosferico; Modena - Nonantolana e Modena-Giardini, giovedì scorso, hanno fatto segnare 66 microgrammi al metro cubo, mentre si sono avuti valori leggermente più bassi (59) nell’area del parco Ferrari. Maglia nera a Fiorano (81 microgrammi per metro cubo). Pessime notizie, sul fronte dei superamenti; l’anno è appena iniziato e a Modena i limiti per le Pm10 sono già stati oltrepassati sette volte in solo dieci giorni. Ma cos’è che non ha funzionato? A fare la parte del ‘cattivo’ è il tempo che, a causa dell’assenza di pioggia e vento, non aiuta a smaltire il ‘tesoretto’ di immissioni dannose che la nostra società continua a produrre senza sosta.
MA ripercorriamo la situazione dell’inquinamento atmosferico dell’ultimo periodo. Il quadro che emerge non è di certo incoraggiante; durante le scorse festività natalizie, sia a Modena centro che in provincia, il livello delle polveri sottili si è mantenuto tra i 60 e gli 80 microgrammi, dati allarmanti se si considera che, in quelle giornate, le fabbriche erano in ‘letargo’ e il numero di auto sulle strade era nettamente inferiore. Addirittura, la giornata più critica è stata quella del primo dell’anno quando i valori delle polveri sottili sono schizzati oltre i 120 microgrammi, quasi il triplo del consentito per poi precipitare a 30 - 40 microgrammi al metro cubo tra il 2 e 6 gennaio, grazie a qualche sporadica precipitazione.
MA l’illusione è durata davvero troppo poco. Ora, nonostante lo stop alle auto, c’è stata una ricaduta con una nuova ondata di polveri sottili alle stelle. Una crisi in continua escalation iniziata lunedì 7, alla riapertura delle scuole e di molte attività. A nulla sembra essere valso quindi l’impegno dei cittadini, molti dei quali, giovedì scorso, hanno dovuto lasciare la macchina nel garage ripiegando su bicicletta o mezzi pubblici. E dovranno fare lo stesso anche nei prossimi giovedì, fino alla fine del mese di marzo. La realtà — come spiegano gli esperti — è che il blocco settimanale del traffico è totalmente insufficiente per far fronte a un ‘male cronico’ che non dà tregua.
I VEICOLI peraltro sono solo la punta dell’iceberg del problema. Anche gli impianti di riscaldamento e gli altri scarichi sono chiamati in causa come inquinanti dell’atmosfera. Insomma, i fattori che contribuiscono a ‘sporcare’ la nostra aria, purtroppo, sono numerosissimi. E per i modenesi ciò si traduce in danni alla salute con difficoltà respiratorie che colpiscono le categorie più deboli della popolazione: anziani e bambini.
QUINDI, che fare? Servirebbero provvedimenti drastici. Fino a ora, tutti i tentativi (prima le targhe alterne, poi il blocco del giovedì) si sono dimostrati piuttosto inefficaci. Sarà sicuramente necessario l’impegno di tutti.
INTANTO, chi aveva chiesto a Babbo Natale, un’aria pulita per il 2008, dovrà aspettare ancora qualche mese prima di veder esaudito il proprio desiderio. Infatti — spiegano gli esperti — quelli invernali sono i mesi più critici per quanto riguarda l’inquinamento a causa delle condizioni meteorologiche che creano un continuo ristagno delle immissioni. E se lo smog non se ne va, l’unica cosa da fare è imparare a conviverci.
di Valeria Selmi
Con il nuovo anno alle porte, oltre agli auguri e al panettone, si scrutano le stelle per sapere il futuro. La parola d'ordine per il 2008 è essere costruttivi.