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L'INCHIESTA

Alla scopera della città 'buia', regno di degrado e paura

A distanza di alcuni mesi abbiamo rifatto il viaggio nel degrado urbano. Nell’ex distributore di fronte a via Canaletto dormono i senzatetto e nelle case diroccate regna la sporcizia. Dalla scorsa estate non è cambiato nulla

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Degrado urbano a Modena Modena, 13 febbraio 2008 - C’È UNA CITTÀ nascosta che fatica a scomparire del tutto. E’ quella senza gloria che trova sempre malcapitati protagonisti fra edifici dismessi, rottami, cumuli di rifiuti. E’ la faccia oscura di Modena, ben più estesa del famigerato condominio Errenord di via Attiraglio di cui è appena iniziata la bonifica. A distanza di otto mesi dall’ultima perlustrazione, abbiamo di nuovo fatto tappa negli anfratti più degradati, angoli spesso all’ombra di luoghi prestigiosi, quando non essi stessi nobili spazi decaduti. E abbiamo scoperto accattoni e persone ai margini continuano a improvvisare bivacchi e ritrovi dove non potrebbero.

 

ALL’EX distributore di benzina di fronte al mercato bestiame di via Canaletto, in pieno giorno, incontriamo un senza tetto di Lecce. Sfoglia un giornale su un materasso piazzato a pochi metri dalla strada. Tutt’intorno, siringhe usate e cocci di bottiglia. "Qui dormiamo in tre o quattro la notte — ammette — Prima andavamo anche alle ex Fonderie, ma là adesso non ci vogliono più. L’uomo, sui 40 anni, forse non sa che tra una settimana l’ex distributore verrà finalmente abbattuto dal Comune. «Speriamo di no", si limita a dire, quasi reclamando per sé quel posto guadagnato a fatica.


POCO distante, all’ex Enel di via Parenti, una prima operazione di pulizia ha portato qua e là ad ammonticchiare rifiuti e rottami. Un foro sufficiente a far passare una persona è stato creato a picconate da qualcuno, che ha anche scritto con la bomboletta spray frasi a favore dei precari. Difficile dire se qualcuno bivacchi nell’edificio ora, ma il contesto pare prestarsi a queste intenzioni.



E’ SICURAMENTE un’area occupata da abusivi quella dell’ex Maserati di via Paolucci. Al nostro arrivo, un giovane maghrebino sgattaiola fuori da un capannone pericolante e si dilegua nelle vie circostanti. All’interno della struttura, due materassi indicano altrettanti ‘posti letto’, mentre bottiglie di birra con data di scadenza 2009 suggeriscono presenze recenti fra le macerie dello storico stabilimento. A chi vuole visitarlo, basta scostare il cancello della recinzione provvisoria messa a protezione dell’area da quando è iniziato l’abbattimento di alcune strutture pericolanti. Fino a pochi giorni fa, presenze indesiserate affollavano anche le ex scuole di via De Gavasseti, laterale di viale Autodromo. Persone che si intrufolavano incuranti dei cartelli ‘Pericolo amianto’ per ricavarsi una zona franca in città.



"POCHE SETTIMANE fa un blitz della polizia ha però fatto piazza pulita — dice il titolare del distributore — Ci hanno comunque assicurato che in una settimana il Comune abbatterà le vecchie scuole". I residenti della zona raccontano però che diversi immigrati hanno fatto base a nemmeno cento metri di distanza, a fianco dell’ex stabilimento M.B.M.. "C’è un viavai continuo attraverso quel cancello aperto", dicono.



LA SITUAZIONE di degrado pare stabile in altri siti dimenticati di Modena, come l’ex distretto militare di viale Rimembranze o le ex Fonderie di viale Menotti. Per queste ultime è pronto un progetto di riqualificazione del Comune. Avvistamenti di intrusi riguardano invece l’ex Carrozzeria Autodromo di via Malavolti e l’area dismessa di via Vignolese.


"NON SI devono creare allarmismi su questi aspetti di degrado — dice Ercole Toni dell’associazione Vivere Sicuri —. Certamente, è vero che laddove si solleva un problema, è probabile che questo si sposti in altre aree di Modena. Personalmente, mi sono battuto per il recupero delle aree dismesse di via Canaletto. E’ positivo che il vecchio distributore venga abbattuto. Ora la bonifica deve riguardare anche la palazzina Pucci e l’ex Consorzio agrario. Negli ultimi due mesi, la nostra associazione è riuscita a ripulire di scritte, a proprie spese, i muri della zona di Rua Mura e corso Canal Chiaro".

 

"UNA CONSIDERAZIONE — conclude Toni —: i modenesi, prima di lamentarsi del degrado, dovrebbero raccogliere correttamente i rifiuti. Quanti sacconi di spazzatura buttati in strada dobbiamo raccogliere, anche in zone non sospette".

di Paolo Grilli

 

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