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Modena

L'AGGRESSIONE

Il benzinaio rapinato: "Erano in due,
mi hanno picchiato in modo selvaggio"

Floriano Angiolini, il benzinaio di 48 anni del distributore Erg di via Giardini aggredito lunedì sera da due rapinatori stranieri, parla a fatica dal suo letto d’ospedale: "Sono entrati nell’ufficio, mi hanno sbattuto sul tavolo e hanno cominciato a colpirmi in testa. E’ stato terribile, un colpo dopo l’altro"

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Benzinaio aggredito Modena, 19 marzo 2008 - "MI HANNO assalito brutalmente, come se fossi un animale. Sono entrati nell’ufficio, mi hanno sbattuto sul tavolo e hanno cominciato a colpirmi in testa. Non so con cosa mi picchiavano, so solo che sanguinavo su un fianco e dalla fronte. E’ stato terribile, un colpo dopo l’altro....Sono stati minuti di vero terrore". Floriano Angiolini, il benzinaio di 48 anni del distributore Erg di via Giardini aggredito lunedì sera da due rapinatori stranieri , parla a fatica dal suo letto d’ospedale. E’ ricoverato nel reparto di chirurgia di Baggiovara dopo aver passato una notte in terapia intensiva. Sì, perché quando è arrivato d’urgenza al pronto soccorso le sue condizioni erano gravi: presentava un forte trauma cranico e una ferita d’arma da taglio.

 



"ORA sto meglio — prosegue — mi hanno dato dei punti in testa mentre sulla ferita al fianco ho un drenaggio. Per fortuna non è servito intervenire chirurgicamente. Poi ho tre costole rotte". Angiolini, che abita a Rubiera nel Reggiano, lunedì sera ha vissuto momenti di terrore: "Non mi sono nemmeno reso conto che mi hanno colpito con un coltello — spiega — ho ricevuto colpi dappertutto. Ma poi ho visto il sangue. Sono stato io a chiamare l’ambulanza". Ma chi sono i rapinatori? "Li ho visti avventarsi contro di me — aggiunge — poi si sono accaniti dandomi un sacco di botte. Il dottore mi ha detto che le costole rotte potrebbero essere la conseguenza dei calci ricevuti. Ma non me ne sono neanche reso conto". I malviventi avrebbero picchiato il benzinaio per alcuni minuti, con l’intenzione di fargli del male: "Non so quanto è durato il tutto, ma è sembrata un’eternità. Mi hanno aggredito al buio, ho avuto paura». Secondo Angiolini gli aggressori sarebbero due albanesi: dopo la rapina se ne sono andati con circa 3500 euro, per poi sparire nel nulla. E ora, se la sente di tornare al lavoro? «Sì, appena mi rimetterò — dice — la vita continua".

 

I RAPINATORI puntavano all’incasso della giornata e agli effetti personali del benzinaio che al momento dell’agguato era solo: "Ero rimasto solo io al distributore — conclude — il mio socio non c’era. Ma so che è arrivato subito". Sulla rapina indaga la squadra mobile della questura che sta cercando di individuare i due responsabili anche se finora di loro non c’è traccia: probabilemte sono scappati a bordo di una utilitaria grigia rubata nel pomeriggio di lunedì. La polizia ha anche visionato i filmati delle telecamere del distributore ma a quanto pare, le immagini non avrebbero ripreso la scena perché male posizionate. "Non era mai successa una cosa simile prima d’ora — ha assicurato Angiolini — ormai gli episodi come questi sono sempre di più". Angiolini, per fortuna, è vivo e presto si rimetterà. La coltellata non si è rivelata grave. Ma il rischio corso dall’uomo è stato davvero grande.










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