Da qualche tempo si ripetono crolli o distacchi da monumenti cittadini. La situazione è davvero allarmante?
"In effetti l’elenco è lungo, a cominciare da quelli derivati dal terremoto dell’ottobre 1996 e fino ai più recenti, tra cui la frantumazione di una statua ottocentesca in gesso sul cornicione del Palazzo ducale, la caduta di frammenti dal cornicione del duomo e le lesioni del rosone. C’è da chiedersi se tutti questi danni dipendano soltanto da fattori meteorologici o siano soprattutto imputabili alla carenza di interventi di manutenzione sempre più necessari sotto l’urto dell’attuale degrado".
La stessa considerazione vale anche nel caso della chiesa del Voto?
"Certamente. Già da tempo ‘Italia Nostra’ ha vivamente protestato per l’ancoraggio alla facciata della chiesa seicentesca dei fili aerei della linea del filobus. La facciata sovrastata dall’alta cupola appare martoriata da questa servitù passiva: lo segnalammo, ma finora senza esito, al Comune proprietario della chiesa".
E cosa pensa Italia Nostra dei restauri della cattedrale e della Ghirlandina?
"Abbiamo sostenuto la necessità di una protezione delle sculture di Wiligelmo durante l’intervento di consolidamento della facciata, per evitare eventuali danneggiamenti. Com’è noto, il consolidamento riguarda anche il rosone molto vicino al collasso, con grave pericolo anche della perdita dei vetri istoriati di primo Quattrocento disegnati da Giovanni da Modena. Piuttosto, auspichiamo in questa campagna di restauri, così come in quelli della Ghirlandina, il coinvolgimento della Soprintendenza per i beni artistici e storici accanto a quella dei beni architettonici. Le sculture costituiscono infatti elementi di decoro che implicano la competenza di questa soprintendenza. Poi, all’interno del Duomo, da troppo tempo ormai l’altare dei Bellincini nella navata destra con i suoi preziosi affreschi è reso invisibile dalle impalcature: sarebbe auspicabile che i lavori progettati giungessero a compimento".
E per quanto riguarda le altre chiese del centro storico? Quali sono le più ammalate?
"San Biagio è un perenne cantiere di restauro da cui sembra non siamo ancora usciti. Sant’Agostino soffre in facciata di una forte umidità di risalita che la deturpa in modo appariscente, ma anche all’interno presenta problemi di conservazione degli affreschi e degli stucchi seicenteschi".
Sono chiese di proprietà comunale. Pensa che il Comune possa stanziare i fondi necessari?
"o di certo in questi momenti. Fortunatamente, la Fondazione Cassa di risparmio di Modena promuove una politica culturale che programma forti stanziamenti per gli inerventi più urgenti".
Ma secondo lei i restauri possono risolvere tutti i problemi delle chiese modenesi?
"No. Purtroppo c’è anche il problema della custodia dei beni ecclesiastici. La chiesa di San Barnaba, ad esempio, non più parrocchiale, è per lo più deserta, ma questo capita anche in altre del centro storico. C’è bisogno di un’attenta sorveglianza, che scoraggi i tentativi di furto o di deturpazione".
A proposito di tutela, cosa pensa ‘Italia Nostra’ delle nomine dei direttori di Archivio di Stato, Biblioteca Estense e Soprintendenza per i beni storici e artistici?
"La situazione è molto preoccupante, perché tutti e tre gli istituti statali di cultura sono affidati provvisoriamente a funzionari che hanno anche altre responsabilità direttive in sedi lontane da Modena.Auspichiamo che tali problemi vengano risolti a breve, soprattutto riguardo alla situazione precaria della sede della Biblioteca Estense. Italia Nostra peraltro ha già espresso parere contrario al suo trasferimento dal Palazzo dei Musei".
di Lidia Righi Guerzoni
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