L'uomo, Massimo Ronchetti, 34 anni residente in via Cavo Argine, è caduto dal tetto di un capannone della zona industriale di Cascine di Buti in provincia di Pisa. Un volo di sette metri poi la morte. Lascia la moglie e due figli
Modena, 28 marzo 2008 - UN VOLO di oltre sette metri. L’impatto con il cemento, il sangue, il coma e infine la morte. E’ finita così la vita di Massimo Ronchetti 34 anni, residente in via Cavo Argine a Modena con la moglie Sara e i due figli, Tommaso di 4 anni e Filippo di 2. E’ precipitato dal tetto di un capannone della zona industriale di Cascine di Buti in provincia di Pisa. L’incidente è avvenuto ieri mattina. Sono le 9,40 e sulla copertura della ditta Omg stanno camminando l’ingegnere con altri due tecnici della Thermosolar di Formigine, per installare alcuni pannelli solari. I due tecnici su un cestello riprendono con una videocamere la copertura del capannone mentre Ronchetti cammina lungo le travi. Ma il tetto in eternit si è aperto sotto i piedi dell’uomo che è caduto per sette metri, battendo la testa violentemente.
NEL CAPANNONE è il panico: qualcuno chiama il 118, altri provano a soccorrerlo. L’ingegnere è in una pozza di sangue che si allarga a vista d’occhio e non reagisce. I medici non hanno dubbi: c’è una vasta emorragia cerebrale e dirottano l’ambulanza verso il Santa Chiara di Pisa dove vengono riscontrate altre fratture in tutto il corpo. Per i pompieri ci sono pochi dubbi: l’uomo, sprovvisto di imbracature e altri sistemi di protezione, stava camminando lungo una trave, poi ha deciso di spostarsi lungo i pannelli in eternit, uno di questi ha ceduto per il peso. E sotto si è aperta una voragine. «E’ sparito all’improvviso», commenta un vigile del fuoco di Cascina che ha raccolto le testimonianze dei due tecnici che lavoravano con il povero ingegnere morto dopo la caduta. I tre arrivati da Modena stavano lavorando alla copertura per rendere la fabbrica ecologica con l’energia rinnovabile. I soccorritori non si spiegano il passo falso compiuto del 34enne sulla copertura. Una leggerezza forse quella di camminare sulle lastre di eternit, vecchie e insidiose. La morte per Massimo Ronchetti è arrivata dopo ore di agonia. Intorno alle 18,30 il suo cuore ha smesso di battere.
IERI SERA nella parrocchia di Santa Caterina alla Crocetta si è svolta una veglia funebre alla quale hanno partecipato molti amici di Massimo. L’ingegnere, infatti, frequentava la chiesa da quando era bambino ed era attivo anche nelle attività della vicina palestra. «Era un ragazzo splendido», ricorda don Mantovani. Il funerale potrebbe tenersi lunedì.
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