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Modena, un girone di ritorno da incubo

Dopo il tracollo con il Bologna è tempo di bilanci. Il percorso dei canarini comincia a farsi preoccupante: undici giornate senza vittoria, condite da cinque sconfitte e sei pareggi. Ora il Modena si trova a +7 dalla zona rischio

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Mutti, allenatore del Modena Modena, 7 aprile 2008 - Leggere per credere. Il girone di ritorno del Modena sta diventando quasi un incubo e a questo punto diventa se non altro doveroso cominciare a preoccuparsi. Il peggio deve ancora arrivare. Undici lunghe giornate senza una vittoria, condite da cinque sconfitte e appena sei pareggi. Guai però a pensare che il pareggio con il Pisa e la prevedibile sconfitta (ma non di queste dimensioni) di Bologna, siano la causa di questo tracollo. Il Modena in questa ultima settimana ha solo perso due posizioni arrivando a difendere a denti stretti un più sette dalla zona a rischio. Questo è l’unico aspetto positivo, alla luce del fatto che dopo la vittoria sul Piacenza alla seconda di ritorno, i canarini avevano un vantaggio di 11 punti dalla salvezza. Sintomo evidente, ma quello già lo sapevamo, che dietro vanno molto piano.

  

I problemi la squadra di Mutti se li è creati fallendo malamente tre occasioni esterne per invertire la rotta. Pensiamo solo alla vittoria gettata via a Messina, la sconfitta di Cesena, il pari di Avellino che, se da un lato ha tenuto a distanza gli irpini, dall’altro quella trasferta va considerata come una occasione sprecata. Chi sta bene, come il Grosseto, al Partenio sa conquistare risultati ben diversi. Tuttavia non possiamo meravigliarci più di tanto. A forza di rimandare la soluzione del problema, siamo arrivati al punto che il Modena degli ultimi due mesi ha lo stesso cammino di squadre destinate alla retrocessione o quasi. Peggio ha fatto solo il Ravenna e questo la dice lunga.

 

Dopo la sconfitta di sabato qualche voce annunciava possibili cambiamenti alla guida dei canarini. Niente di tutto questo. Troppo tardi verrebbe da dire, perchè se c’era da cambiare allenatore (e le premesse ci sono anche state), qui la società sarebbe dovuto intervenire prima, nel tentativo di frenare questa caduta verticale. E’ vero che il Modena nel recente passato ha spesso sbagliato i tempi per cambiare tecnico, ma quest’anno si vuole andare fino in fondo così, pur nella consapevolezza che, dopo trentaquattro partite, questa squadra non ha regalato una sola soddisfazione ai propri tifosi, con prestazioni in costante peggioramento. Probabilmente la società ritiene che i giocatori siano convinti del lavoro del loro tecnico (ma lo saranno davvero?) e di conseguenze se ne sta lì, ad aspettare. Ad aspettare una vittoria che deve necessariamente arrivare prima del 10 maggio quando arriverà il derelitto Ravenna. Ridursi a penare ancora quattro giornate (in casa con Lecce, fuori a Trieste e Bari e di nuovo al Braglia con il Brescia) vorrebbe dire mettere a rischio seriamente il piccolo tesoretto rappresentato da quel + 7 dalla zona salvezza. Sperare sempre nelle disgrazie altrui per sopravvivere, potrebbe diventare molto pericoloso.

di Paolo Reggianini

 

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