Riprendere le attività quotidiane, come scrivere o fare una passeggiata, grazie all'aiuto di due elettrodi posizionati nel cervello: un risultato straordinario ottenuto grazie all'intervento eseguito da un'equipe di professionisti
Modena, 23 Maggio 2008 - Riprendere le normali attività quotidiane, come scrivere o fare una passeggiata, grazie all'aiuto di due elettrodi posizionati nel cervello. Un risultato straordinario per gli ammalati di Parkinson, una malattia che in provincia di Modena colpisce 2.500 persone e che a causa dei suoi sintomi- tremore, rigidità, lentezza dei movimenti- è fortemente invalidante.
Adesso anche a Modena queste persone hanno una possibilità di cura in più grazie ad un delicato intervento di neurochirurgia. Una equipe formata da diversi professionisti del Nuovo Ospedale S. Agostino-Estense ha eseguito, per la prima volta a Modena, su una donna di 65 anni un'operazione di posizionamento di elettrodi per la stimolazione cerebrale profonda.
L'intervento è perfettamente riuscito, la donna sta bene ed è stata dimessa nei giorni scorsi. "In pratica vanno inseriti due elettrodi in un punto profondo e piccolissimo del cervello, il nucleo subtalamico che ha un diametro da 4 a 6 millimetri e che è un centro fondamentale per il controllo del movimento, spiega il neurofisiologo Franco Valzania. Gli elettrodi sono collegati ad un neurostimolatore, simile ad un pacemaker, che attraverso degli impulsi permette di controllore i sintomi del Parkinson". L'operazione dura in media dieci ore e, a fronte di un'invasività minima, offre un grande risultato.
Gli allievi del 188esimo corso 'Fedeltà dell'Accademia Militare hanno tagliato il traguardo dei cento giorni a sottotenente e festeggiano Mak P 100
LEGGI LA NOTIZIA