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LA QUESTIONE

Parco commerciale all'ex Sipe:
l'Ascom ribadisce il suo 'no'

Il presidente Carlo Galassi: "Abbiamo espresso la nostra netta contrarietà alla realizzazione di un Parco commerciale di 28.000 metri quadri che impatterebbe in modo devastante non solo la rete dell'area vignolese, ma sull'intera provincia"

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Carlo Galassi, presidente Ascom Modena Modena, 23 Maggio 2008 - No a un Parco commerciale di 28 mila metri quadri all'ex Sipe. A dirlo è il presidente di Ascom Modena, Carlo Galassi, dopo l'assemblea degli associati di ieri sera. Al centro del confronto, si legge in una nota, "la consapevolezza di un difficile momento per il commercio e il terziario, con un ristagno dei consumi che dura da anni e una pressione fiscale che ha raggiunto livelli elevatissimi".


L'assemblea
"ha analizzato le ipotesi di fattibilità di nuovi insediamenti commerciali pubblici e privati che coprono oltre 60.000 metri quadri nel territorio dell'Unione terra di castelli, a cui si aggiunge l'intervento già pianificato nel 2004 di 10.000 metri quadri nell'area ex Sipe". La "nostra prima preoccupazione, dice Galassi, e vogliamo ribadirlo alle Istituzioni, è riqualificare il patrimonio più importante del territorio: le piccole e medie imprese, i centri storici, i cosiddetti centri naturali". Non "è dunque tra i nostri obiettivi aggiungere alla pianificazione commerciale ulteriori dimensionamenti".


Tornando all'area ex Sipe, continua Galassi, "l'unica nostra posizione ufficiale, è la nota del 12 ottobre 2007, dove assieme alla Confesercenti abbiamo espresso la nostra netta contrarietà alla realizzazione di un Parco commerciale di 28.000 metri quadri che impatterebbe in modo devastante non solo la rete commerciale dell'area vignolese, ma sull'intera provincia e l'assemblea di ieri sera ha condiviso questo nostro orientamento".

Ma "quello che ci preme di più sottolineare, al di là del dimensionamento, sono due aspetti: che le funzioni commerciali destinate siano alternative a quelle del centro storico; che l'insediamento debba avvenire favorendo lo sviluppo dell'imprenditoria locale".


Dall'assemblea, conclude Galassi, "abbiamo avuto mandato di favorire un processo unitario con le altre associazioni del settore al fine di presentare un progetto di qualificazione commerciale di integrazione con lo sviluppo artigianale e produttivo".

 

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