Il presidente della società di atletica Fratellanza e della Corale Gazzotti è ai domiciliari. Roma è al centro dell’inchiesta sugli illeciti all’aeroporto di Bologna. Il manager è finito nei guai per i subappalti dello scalo
Modena, 30 maggio 2008 - Decolla con nuovi clamorisi sviluppi l’inchiesta su Doro Group, il consorzio di cooperative ‘specializzato’ nei servizi di terra all’aeroporto Marconi di Bologna e arrivano i primi arresti: fra questi c’è anche il modenese Alfredo Roma, manager molto conosciuto in città.
Se all’ex pentito di mafia, mente di Doro e già arrestato nell’ambito della stessa inchiesta, la misura cautelare richiesta dal pm Antonello Gustapane e accolta dal gip Alberto Gamberini è stato semplicemente notificata in carcere, gli investigatori hanno bussato fino a notte fonda alle porte degli altri cinque indagati ‘eccellenti’ nell’inchiesta sulla catena di appalti e subappalti allo scalo bolognese, per i quali il gip ha disposto gli arresti domiciliari.
I provvedimenti ottenuti dal pubblico ministero hanno riguardato l’ex presidente nazionale dell’Enac ed ex coordinatore del programma Galileo presso la Presidenza del Consiglio, Alfredo Roma, modenese doc. Roma, è uno die personaggi più in vista della città: da anni è presidente della Società di atletica Fratellanza e della Corale Gazzotti.
I domiciliari sono scattati anche per l’ex amministratore delegato di Marconi Handling, Sante Cordeschi; l’ex ufficiale dei carabinieri Mario Paschetta diventato dal 2006, amministratore di fatto di Doro Group oltre che per i due carabinieri, Toni Falletta luogotenente addetto all’ufficio scorte del Reparto operativo e Salvatore Campanaro maresciallo del servizio di vigilanza sui pentiti ora al Nucleo operativo finiti sott’inchiesta per corruzione. Per primo Visigalli (ex direttore generale di Doro), Raffaele Dicanosa (amministratore del consorzio e uomo di fiducia dell’ex collaboratore di giustizia in carcere) e Francesco Meriggi (il commercialista considerato dal gip come "il vero e proprio regista delle avventurose operazioni societarie portate avanti dalla mente di Doro") è invece arrivato il divieto di esercitare imprese e uffici direttivi di imprese e la professione di commercialista per due mesi. A nessuno degli indagati raggiunti dai provvedimenti sono stati contestati nuovi reati ma la richiesta del magistrato è stata motivata dal pericolo di reiterazione del reato e da quello di inquinamento delle prove.
L’ex Presidente nazionale dell’Enac, Alfredo Roma, definito dal gip, nel suo provvedimento come «il potente sponsor del consorzio criminale a livello nazionale e locale" avrebbe cercato in ogni modo di inquinare le prove. "Da parte di Roma — è infatti scritto nell’ordinanza — è stata accertata e documentata una frenetica attività volta a inquinare le prove relative al reato di corruzione". Come tentare di farsi fare fatture regolari a posteriori e preparare finte dichiarazioni di compravendita per dimostrare di non aver ricevuto niente in regalo. Già perché, scrive ancora il gip "per la sua opera", che è consistita nel fornire a Doro Group protezioni e garanzie dall’alto, Alfredo Roma sarebbe stato "lautamente retribuito", con auto di lusso e altri beni regalatagli dall'ex pentito che dirigeva il consorzio.
L’ex AD di Marconi Handling, Sante Cordeschi, "è — per il gip — il soggetto che insieme all’ex pentito, mente di Doro, ha più tenacemente e fino in fondo perseguito il disegno criminale nonostante fosse assolutamente pacifico il disastro economico e gestionbale di Doro Group". Un giudizio durissimo quello del giudice Alberto Gamberini che specifica sempre riferendosi a Cordeschi: "Nonostante il medesimo fosse manager di un’importante società a partecipazione pubblica (con una retribuzione adeguata al suo ruolo), non ha esitato a ‘vendersi’ all’ex collaboratore di giustizia per una serie di regalie (autovettura per la figlia, oggetti di antiquariato, utilizzo di vetture di lusso e denaro contante)".
Per questo "vi è la necessità che non sia posto nelle condizioni di concordare con altri soggetti versioni di comodo al fine di alleggerire la propria posizione", scrive Gamberini temendo un "concreto pericolo di inquinamento probatorio". Ma non è tutto, perché "l'estrema gravità" delle sua condotte porta anche il pericolo di reiterazione".
Per rievocare il ducato degli Este che per due secoli fece della città la sua capitale, dal 12 al 22 giugno tornerà la 17esima edizione di questo grande evento. Sfilata di moda, banchetti, cortei d'epoca, partite di calcio, concerti e tanto altro per festeggiare la città LEGGI LA NOTIZIA