Una signora di 85 anni, nel suo testamento, ha lasciato tutto il patrimonio alla struttura comunale di via Nonantolana. Però alcuni eredi avrebero diritto a una quota legittima
Modena, 21 giugno - La lieta novella in casa del Comune è arrivata qualche giorno fa. L’ha comunicata il notaio Giuseppe Garrasi per telefono all’ufficio legale del Comune di Modena: «Una mia cliente, morendo, ha lasciato tutto il suo patrimonio al canile municipale di via Nonantolana». Che automaticamente diventa erede universale. La cliente è una donna deceduta un mese fa all’età di 85 anni. Antonietta Amato, vedova Martinelli, ha perso l’unico figlio ma ha alcuni eredi che avrebbero diritto a una quota legittima.
«Il testamento è lungo appena 19 righe — racconta l’assessore all’Ambiente Giovanni Orlando, amministratore responsabile per il canile municipale — ma molto chiaro: dice che lascia tutti i suoi averi al canile municipale di Modena. In cambio chiede solamente all’amministrazione di occuparsi della sua tomba, tenendola pulita e in ordine. Chiaro e semplice: gli averi, che non abbiamo ancora quantificato, andranno al Comune e con quel testamento olografo nessun altro potrà avanzare pretese. Anche se non sappiamo ancora esattamente in che cosa consiste l’eredità, ci pare di capire che sarà abbastanza sostanziosa».
Non è ancora stato calcolato quindi l’ammontare esatto degli averi della vedova Martinelli che avrebbe redatto il testamente nel 2000. Si parla però di un patrimonio ingente, vicino al milione e mezzo di euro, visto che comprende, oggetti preziosi e diversi immobili siti in città e in provincia. Insomma, un bel gruzzolo che, una volta arrivati alla liquidazione del testamento, darà una buona riassestata ai conti del canile municipale. Ma ci sarebbe la ‘resistenza’ degli eredi che sono sul piede di guerra. Il comune, da parte sua, sta già iniziando le verifiche: è necessario calcolare a quando ammontano sia crediti che gli eventuali debiti e poi bisogna accertare che non esista un altro testamento successivo al 2000.
«Le spese vi posso assicurare che ci sono e sono ingenti — dice ancora l’assessore Giovanni Orlando — Basti pensare che un cane costa 1,45 euro al giorno, e i cani attualmente ospitati nella struttura sono 320. Semplice fare i conti: sono 464 euro al giorno, circa 14mila euro al mese. Quindi potete capire quanto possa far comodo un’entrata inaspettata di questa entità». Quando le risorse saranno nella disponibilità del Comune, c’è già comunque una scaletta di priorità che gli addetti hanno segnalato. Anche se la struttura è stata da poco risistemata — spiega ancora l’assessore Giovanni Orlando — dei miglioramenti ne possiamo sempre fare. Allargare le aree per la sgambatura per esmepio, per migliorare ulteriormente la vita degli ospiti. Rendere più efficienti e completi gli ambulatori. Andiamo verso l’estate, e uno dei problemi principali per i cani è il caldo. Con più risorse a disposizione potremo allargare le zone d’ombra a disposizione degli animali».
Attualmente la struttura di via Nonantolana, pur essendo di proprietà interamente comunale, è gestita dalla Cooperativa Aliante, che ha vinto la gara d’appalto. Aliante ha poi affidato a un pool di associazioni di volontari la gestione diretta del canile.
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