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CONFINDUSTRIA / CAMBIO AL VERTICE

Pietro Ferrari alla guida degli imprenditori modenesi

Eletto col 94% dei voti, riceve il testimone da Vittorio Fini. Fra i temi - chiave indicati dal neo presidente, spicca il nodo delle infrastrutture, dalla 'bretella' alle piattaforme logistiche. Emma Marcegaglia ospite all'assemblea

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Pietro Ferrari Vittorio Fini Modena, 30 giugno 2008 - Pietro Ferrari è il nuovo presidente di Confindustria Modena. Con il 94% dei voti, è stato eletto dall'assemblea provinciale degli associati, a cui ha partecipato, come ospite d'onore, la presidente nazionale di Confindustria Emma Marcegaglia.  Cinquantadue anni, sposato, con due figli, Ferrari è amministratore delegato dell'Ing.Ferrari spa che opera nel settore della climatiazzione e del risparmio energetico. Raccoglie il testimone da Vittorio Fini, erede della celebre famiglia, 'firma' dell'industria alimentare, che ha guidato gli industriali modenesi negli ultimi anni.

"Dobbiamo lavorare perchè questo territorio resti ai vertici - dice Ferrari - e per questo cercherò d'incalzare istituzioni ed associazioni. Anche nei momenti più difficili l'Emilia Romagna ha continuato a crescere e oggi dà allo Stato 7 miliardi in più di quello che riceve. A Modena ci sono settori che attraversano momenti di difficoltà come tessile, ceramica e biomedicale, ma anche una meccanica in grande espansione. Abbiamo il reddito pro capite della Baviera e dobbiamo puntare a continuare la crescita e ad essere una locomotiva dello sviluppo italiano".

Tra gli aspetti più importanti Ferrari identifica il nodo delle infrastrutture. "Oltre al tema dolente della bretella Campogalliano - Sassuolo che ancora aspettiamo, prioritarie sono le tre piattaforme logistiche di Marzaglia, Dinazzano - Marzaglia e di collegamento con la Cispadana. Il sistema logistico è la prima cosa che le aziende straniere vanno a vedere quando devono investire in un territorio".

Il tema delle infrastrutture è indicato nei punti dolenti dal presidente uscente Vittorio Fini nel tracciare il bilancio finale del suo mandato: "Le aziende hanno fatto grandi passi avanti sul terreno dell'innovazione e dell'internazionalizzazione, ma la infrastrutture, a partire dalla Campogalliano-Sassuolo, restano un punto dolente. Su quello e sul varo di un piano strategico per Modena abbiamo sollecitato a lungo le istituzioni, ma senza grandi risultati. E per questo siamo colpevoli tutti, noi per primi". Certo "non è un problema di colore politico visto che la bretella dell'A22 non ha ancora visto la luce dopo governi di centro-destra e centro sinistra".


Quanto al suo futuro Fini ha spiegato che rientrerà a lavorare nelle sue aziende: "Manco da troppo tempo - ha detto -. Raccoglierò poi l'invito di Emma Marcegaglia di entrare nel direttivo nazionale di Confindustria, A questi impegni c'è da aggiungere quello di vicepresidente della Banca Popolare dell'Emilia Romagna". E la politica? "Non m'interessa - ha detto -. E' una notizia che L'Espresso ci ha propinato, ma che non è vera".










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