Il sottosegretario Urso ha risposto all'interrogazione Pd sull'impianto di Rivara: "Il governo ritiene opportuno procedere agli approfondimenti". Intanto il sindaco di Finale rivela che la società voleva realizzare un deposito anche in Veneto
Modena, 17 luglio 2008. “Solo in caso di esito positivo del procedimento di impatto ambientale (Via), il ministero dello sviluppo economico si attiverà per il conferimento della concessione all’Independent Gas Management, con approvazione del relativo programma dei lavori” per il maxideposito di gas di Rivara di San Felice . Ieri il sottosegretario Urso (An), in sede di commissione attività produttive, ha risposto all’interrogazione degli onorevoli del Pd Ivano Miglioli e Manuela Ghizzoni che chiedevano “se al convegno di Mirandola sul gas il sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Giovanardi, manifestando la sua apertura al maxideposito, abbia parlato a nome suo o del governo”.
Urso, dopo aver illustrato la cronistoria del progetto, ha precisato che il Piano strategico di approvvigionamento energetico nazionale, in corso di elaborazione, non contempla l’istanza di stoccaggio per l’area di Rivara”. Il sottosegretario ha evidenziato comunque la necessità di aumentare in modo significativo la capacità dei giacimenti di stoccaggio italiani, “strutture indispensabili allo sviluppo economico del paese”, e ha ribadito che “il governo ritiene opportuno procedere ai necessari approfondimenti tecnico-scientifici sul campo, così come richiamato anche dal sottosegretario Giovanardi, al fine di garantire il massimo di sicurezza per le popolazioni”.
Per l’onorevole Isabella Bertolini, “noi siamo sempre stati contrari al primo progetto, perché non c’erano le condizioni di sicurezza: la nostra posizione pertanto non cambia e siamo confortati dalle parole espresse dal sottosegretario Urso, e prima di lui dal ministro all’Ambiente Prestigiacomo. La sicurezza dei cittadini - commenta - è più importante della politica energetica, che va sicuramente incentivata, ma vorrei ricordare che in Provincia di Modena esistono già siti ritenuti idonei”.
Intanto dalla provincia di Venezia arriva l’ultima novità sul maxi deposito di gas. “La società inglese era intenzionata a costruire uno stoccaggio di gas anche nel Veneto", dichiara il presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Finale, Raimondo Soragni, venuto in possesso di un documento della Provincia di Venezia. “Dall’Informativa 2007/00093 della giunta - continua Soragni - emerge che la società inglese aveva identificato nella località Canton, situata nel comune di San Michele al Tagliamento, una zona idonea a ospitare un deposito di gas simile a quello di Rivara”. Si legge inoltre che “nessuna delle autorità locali era a conoscenza del progetto” e che Canton e Rivara “hanno alcune analogie: lo stoccaggio del gas avverrebbe nelle formazioni geologiche profonde, tipologia questa mai sperimentata in Italia, dove lo stoccaggio di gas è sempre avvenuto in giacimenti naturali in fase di esaurimento”.
In un secondo momento, il sito di Rivara sarebbe stato preferito a quello di Canton per la sperimentazione - riporta il documento - in quanto prevede un volume di stoccaggio di gran lunga maggiore e perché, trovandosi la piattaforma carbonatica a maggiore profondità (2.500 metri contro i 700 di Canton), vi sarebbero maggiori garanzie di tenuta. La giunta veneta prosegue ricordando che “il manager di Igm Roberto Bencini ha illustrato il progetto, apparso ai presenti sommario e non supportato da sufficienti e aggiornate conoscenze geologiche del territorio in esame” e a quel punto il manager avrebbe riconosciuto le carenze, espresso dubbi sull’opportunità di continuare.
“Tutto ciò - commenta il presidente Soragni - si commenta da sé ed è emblematico del modo di operare di Independent. Per quanto ci riguarda - aggiunge - anche in vista della presentazione del nuovo progetto realizzato da IGM, ribadiamo per l’ennesima volta il nostro ‘no’, che non è aprioristico ma fondato sul parere di autorevoli esperti. Anche perché, è bene ricordarlo, il territorio è rimasto lo stesso”.
Per il senatore e sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Giovanardi, “il no di Soragni è pregiudiziale e ideologico. Il governo - continua - registra l’emergenza energetica, il costo del gasolio alle stelle, e le sempre maggiori difficoltà delle famiglie italiane. Cosa c’entra dunque il sito di Venezia? Più volte abbiamo ribadito che il governo, solo dopo aver valutato il secondo progetto che Independent intende presentare si pronuncerà in merito. Solo se il progetto garantirà la completa sicurezza per cittadini e ambiente, il governo darà una risposta positiva. Ecco perché il ‘no’ di Soragni è prettamente ideologico”.
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