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IL COBRA NELLA POLVERE

Gli amici difendono Riccò
"Non può essere colpa sua"

A Formigine, paese natale del ciclista fermato al Tour, tutti fanno sentire la loro solidarietà al ciclista. Lo zio Gianni Ghirri: "Sembra la storia di Pantani". Il sindaco: "Una notizia inaspettata e molto dura da assorbire"

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Riccardo Riccò Modena, 18 luglio 2008 - Un pugno nello stomaco. Formigine, patria del Cobra, è sotto choc per l’espulsione di Riccardo Riccò dal Tour de France e per i guai giudiziari che gli sono piovuti addosso. Ora infatti è in stato di fermo. Papà Rubino e mamma Elisabetta, erano in vacanza in Puglia e ieri in gran fretta, hanno anticipato il rientro con il loro camper, mentre Vania Rossi, la fidanzata di Torriana di Rimini, che era stata con lui nel giorno di riposo è partita per la Francia.

 

"Per Formigine è una notizia inaspettata e molto dura da assorbire, prima però di emettere giudizi affrettati bisogna attendere i risultati delle controanalisi", dice il sindaco di Formigine, Franco Richeldi. "In questo momento- aggiunge-sono soprattutto vicino a Riccardo ed ai suoi familiari a livello umano, in attesa di notizie certe".

 

"Conosciamo Riccardo da sempre e siamo convinti che quello che è successo, se le cose stanno in questi termini, non è frutto di una sua iniziativa", attacca il presidente del Fan club, nonché zio del campione, Gianni Ghirri. "Ha preparato con scrupolo la partecipazione al Tour de France con sette ore di allenamento al giorno. Ma quello che posso constatare –prosegue lo zio tifoso-i paralleli dell’Equipe in prima pagina tra Marco Pantani e Riccardo e subito dopo, la vicenda si è trasformata in una copia conforme di quanto avvenne con il Pirata. E parecchie delle e-mail che sto ricevendo in queste ore non sono certo di incoraggiamento per Riccardo. Perché?"

 

Parole più pesanti all’indirizzo degli organizzatori francesi arrivano dal suo abituale compagno d’allenamento, il dilettante formiginese Luca Iattici: "Sembra più una vendetta verso gli atleti stranieri perché in Francia non hanno atleti di buon livello e debbono montare scandali. Danno per certo un esame sperimentale che viene applicato solo da loro non approvato dall’Unione ciclistica internazionale".

 


A conferma della tesi di Ghirri, uno dei compagni d’allenamento il cicloamatore Eros Negrini. "Abbiamo più pedalato che parlato prima del Tour ma al termine delle sedute di allenamento mi ha riferito di essere stato controllato dall’agenzia del Coni e di sentirsi tranquillo, affermando di non pensare neanche lontanamente di mettere a rischio la sua carriera con pratiche non consentite (ha offerte per un milione di euro all’anno per i prossimi due anni ndr)".

 

"Era molto concentrato per l’avventura francese senza nessuna distrazione. Andava a letto alle 21,30", commenta il segretario del Fans Club, Luca Amadessi. "Amareggiato ovviamente anche Enzo Varini segretario della U.S.formiginese, la società dell’esordio del Cobra. "Stiamo vicini al nostro atleta ed è quello che dovrebbero fare gli amici veri". Stesso parere ha espresso Luciano Paletti,suo diesse per quattro anni. "E’ assurdo quello che è successo. Spero di poter vedere presto Riccardo per stagli vicino.Sembra un guascone ma ha un carattere molto fragile…."

di Elio Giusti










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