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Aids, una speranza dal vaccino. Parte la sperimentazione

Dal 2 settembre inizierà l'arruolamento dei pazienti idonei: una trentina quelli provenienti dalla nostra provincia. Intanto il contagio mostra una fase di stabilizzazione, e aumenta l'età media degli infetti

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Aids Modena, 21 luglio 2008. Il vaccino che potrebbe combattere l'Aids (il cosiddetto vaccino anti Tat) ha raggiunto la seconda fase di sperimentazione. Il Policlinico di Modena sara' infatti il centro coordinatore della seconda fase di sperimentazione del  vaccino italiano contro l'infezione da Hiv. La dottoressa Cristina Mussini ne ha spiegato le caratteristiche in una conferenza stampa oggi al Policlinico di Modena. "Il vaccino si basa sulla proteina del virus chiamata Tat che permette al virus di riprodursi e diffondersi nell'organismo infettato, è una proteina regolatoria e costituisce un bersaglio importante per la risposta immunitaria dell'organismo. Lo scopo dello studio e' di verificare se sia possibile indurre una risposta anti-Tat mediante vaccinazione con la proteina ottenuta in laboratorio. La proteina Tat risulta identica per tutti i ceppi virali del virus Hiv". Il vaccino mira a regolare la prosecuzione dell'infezione ma in futuro potrebbe riuscire a fermare la malattia.

Dal 2 settembre partira' l'arruolamento dei pazienti idonei: saranno 128 in tutta Italia, tra i 20 e i 30 quelli provenienti da Modena e provincia. Nel progetto, al quale partecipano 9 centri di malattie infettive, l'Azienda Ospedaliero modenese ha funzioni di coordinamento ed inoltre e' gia' stata scelta come uno dei due centri di studio del prossimo candidato vaccinale.

Tante le aspettative del personale medico coinvolto, come hanno ribadito Maurizio Miselli, direttore sanitario dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, e Giuliano Carrozzi dell'Ausl modenese: "Il nostro centro ricerche e' ormai una realta' ben consolidata ed ammirata anche all'estero, da parte nostra miriamo a garantire la massima serieta' ed il maggior impegno. Questa ricerca, ancora in fase intermedia e non avanzata, potrebbe dare risultati molto importanti nei prossimi 10-11 anni".

 Intanto vengono resi noti i dati riguardanti l'infezione da Hiv sul territorio emiliano-romagnolo. Il coordinamento regionale Aids ha registrato che il contagio mostra una preoccupante fase di stabilizzazione: lo scorso anno sono stati 53 i nuovi casi di infezione da Hiv, mentre 10 i nuovi casi di Aids. Aumenta l'età media degli infetti. Piu' alta l'attenzione da parte dei residenti stranieri provenienti da zone a rischio mentre è diminuito l'interesse mediatico nei confronti dell'argomento.

Le maggiori preoccupazioni riguardano la prevenzione: Roberto Esposito, direttore del reparto malattie infettive dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, ha sottolineato che "l'infezione non riguarda piu' solo i giovani, ormai aumentano i casi anche tra persone adulte di oltre 40 anni. Il problema e' la scarsa attenzione dedicata al test preventivo che i medici di base dovrebbero consigliare, cosa che spesso non fanno. Con piu' attenzione, le cifre del contagio diminuirebbero drasticamente".










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