"Non si dorme, siamo esasperati", dicono i residenti che lamentano i disagi per la vicina sede della Chiesa presbiteriana. E l'assessore annuncia controlli
Modena, 22 luglio 2008. C’è tensione tra i residenti di via Negrelli e i cittadini africani di origina ghanese e nigeriana appartenenti alla Chiesa presbiteriana. Il loro modo di intendere i riti religiosi, che si svolgono in due capannoni artigianali in disuso, con tanto di canti, musica e balli, per chi abita nelle vicinanze diventa spesso un disturbo della quiete pubblica, soprattutto nelle ore serali. Sia quindici giorni fa, sia ad inizio settimana, secondo i residenti si è arrivati molto vicini alla rissa.
L’argomento è stato trattato ieri pomeriggio in Consiglio comunale: Mauro Manfredini, esponente della Lega Nord, e Sergio Rusticali del Partito Socialista, hanno chiesto lumi agli assessori competenti, Gualtiero Monticelli e Daniele Sitta, sulla situazione di disagio dei residenti. E a pochi passi dall’aula c’era una delegazione di abitanti di via Negrelli: «Siamo esasperati — ha detto Roberto Pinelli, che ha parlato a nome di tutti — Alcuni di noi non dormono da sei mesi. E la tensione sta salendo. Fino all’anno scorso, nei capannoni in disuso vicino alle nostre case veniva una comunità di africani che si limitava a cantare la domenica mattina. Ma dall’inizio dell’anno si è aggiunta un’altra comunità africana, molto più rumorosa: utilizzano amplificatori, tamburi, batterie, cantano a voce molto più ata, nel primo pomeriggio e a volte anche di notte. Noi non ne possiamo più. Chiamiamo i vigili urbani, loro arrivano ma ci dicono che non possono entrare nei capannoni perché è proprietà privata. Quindici giorni fa abbiamo avuto con alcuni di questi africani una discussione molto accesa». «E’ stata sfiorata la rissa — racconta Mauro Manfredini — anche pochi giorni fa, quando una famiglia, di ritorno da un funerale per la scomparsa di un parente, ha chiesto silenzio e si è sentita rispondere in malo modo».
La situazione rischia di diventare esplosiva quindi. Da parte sua il Comune qualcosa ha promesso: «Abbiamo disposto diversi sopralluoghi nei capannoni — ha detto l’assessore Sitta — con vigili del fuoco, Usl e vigili urbani. In effetti ci sono problemi di messa a norma degli impianti elettrici e di riscaldamento, che verranno rifatti. In più i tetti sono in Eternit, una sostanza che può diventare tossica e quindi va eliminata o inglobata. L’abbiamo fatto presente al proprietario, che ci ha chiesto una proroga di un mese per poi saperci dire in che modo rimedierà. Per quanto riguarda i rumori molesti — ha aggiunto Sitta — provvedermo a dei controlli nei prossimi giorni, e se i decibel saranno fuori dalla norma prenderemo i provvedimenti previsti dalla legge. Entro un anno e mezzo comunque — ha aggiunto Sitta — il problema potrebbe risolversi: l’area di via Negrelli è programmata come zona Peep, quindi stiamo contattando il proprietario dei capannoni per acquistarli e demolirli. Ma finora non abbiamo ancora trovato un accordo».
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