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GIALLO AL NUERBURGRING PER UN TEST SU PROTOTIPI

Schianto a 250 km/h con la Ferrari
"Alla guida c'era Schumacher"

Lo rivela la Bild, che avanza un sospetto: a bordo poteva esserci anche il figlio Mick. Ma il portavoce della Ferrari nega: "Guidava il collaudatore"

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Schumacher alla guida di una Ferrari Berlino, 28 luglio 2008 - Michael Schumacher ha distrutto il prototipo della nuova Ferrari scuderia F 430. L'incidente è avvenuto sulla pista parzialmente bagnata del circuito del Nuerburgring. Schumacher, che correva alla velocità di 250 km/h, è andato a sbattere contro il guardrail in uno dei punti più pericolosi della pista, denominato "Schwedenkreuz", la croce svedese. Il pilota è rimasto illeso. Il quotidiano 'Bild' rivela oggi l'accaduto ed avanza il pesante sospetto che a bordo dell'auto ci possa essere stato il figlio del pilota tedesco, Mick, di nove anni.

 

"Misterioso incidente a 250 km/h. Chi era al volante?" titola il giornale, che si chiede perchè l'incidente sia stato tenuto segreto. Bild scrive che "le circostanze dell'incidente sono misteriose. Dopo l'impatto il pilota di test della Ferrari ha trovato la vettura distrutta e abbandonata. Dov'era Schumi? Gli addetti al soccorso e la polizia sono stati messi in allarme, ma la polizia non ha indagato, in quanto il circuito era stato affittato per uso privato e non c'erano danni alle persone".

 

Il quotidiano popolare aggiunge che "ci sono state versioni contrastanti su chi fosse al volante al momento dell'incidente. Parecchie persone presenti sul circuito hanno affermato che a guidare era Schumi".
Il portavoce della Ferrari, Luca Colajanni, ha invece dichiarato ieri al giornale che "Michael ha testato un prototipo. Era a bordo, ma a guidare era il pilota di test Raffaele de Simone". "Davvero?", si chiede perplesso il quotidiano, il quale aggiunge che "è perfino corsa voce che il figlio di Schumi, Mick, si trovasse nella vettura".

 

La portavoce di Schumi, Sabine Kehm, ha invece rilasciato al quotidiano questa dichiarazione: "Corrono molte dicerie su questo incidente, ma è sicuro che il figlio di Michael non era a bordo". Bild sottolinea tuttavia che "l'opinione pubblica non è stata informata" mentre il manager di Schumi, Willi Weber, ha confermato che l'incidente c'è stato, "ma a Michael non è accaduto nulla". Anche Sabine Kehm ha precisato: "Michael mi ha informato e mi ha detto: 'Abbiamo distrutto l'auto, ma andiamo avantì con i test". A bordo di un'altra macchina, precisa il giornale, secondo cui resta l'incidente "misterioso" mentre Schumacher "è partito con la sua famiglia e non è stato possibile contattarlo per avere una dichiarazione".

 

Il portavoce della Ferrari, Luca Colaianni, ha dichiarato alla Bild: ''Michael era a bordo del prototipo per testarlo ma alla guida c'era il collaudatore Raffaele de Simone''.

 

La Ferrari aveva riservato per i suoi test non il circuito di Formula Uno, ma quello classico della "Nordschleife" di 20,8 km/, il cosiddetto "Gruene Hoelle", l'inferno verde, a causa della sua collocazione tra le verdi colline dell'Eifel e della sua estrema pericolosità. È su questo circuito, costantemente preso in affitto per compiere test da tutte le grandi case automobilistiche e dalle aziende di pneumatici, che il 1 agosto 1976 avvenne il drammatico incidente a Niki Lauda.
 










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