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LA PROTESTA

Gospel in via Negrelli: i residenti chiamano la polizia

Continua la 'guerra' degli abitanti della zona contro i riti (con accompagnamento musicale) che alcune comunità africane celebrano all'interno di capannoni. "Musica a tutto volume, sembra una discoteca"

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Gospel Modena, 4 agosto 2008. «C’è bisogno di trasparenza». E’ questo il grido unanime dei residenti di via Negrelli, che continuano a protestare per le cerimonie che alcune comunità africane celebrano nei capannoni di fianco alla strada. «Vogliamo avere accesso alle verifiche che il comune dice di aver fatto — hanno detto ieri alla polizia, chiamata durante il rito per l’ennesimo reclamo — quei capannoni non sono a norma, ne siamo sicuri».

I residenti hanno telefonato alle forze dell’ordine durante la messa che alla domenica viene celebrata dalle 11 alle 12.30, infastiditi dai canti e dal suono dei tamburi. «Non ce l’abbiamo tanto con i presbiteriani-metodisti, ma con i pentecostali — dicono i cittadini — che usano il capannone come fosse una discoteca. E poi c’è una legge che dice che le verifiche del Comune devono essere a disposizione anche dei cittadini. Noi le vogliamo assolutamente vedere». Una richiesta che, in effetti, merita di essere accolta.
 

Al di là del fatto che le proteste dei cittadini siano o non siano giuste, infatti, i residenti della zona hanno il diritto di sapere se i fedeli che pregano poco lontano si ritrovano in stutture regolari e se i decibell registrati durante i canti che riempiono la cerimonia non superano il livello consentito dalla legge. L’amministrazione aveva promesso un resoconto già alla fine di luglio, ma evidentemente deve esserci un ritardo. In ogni caso, se le verifiche del Comune dovessero dare ragione alle comunità dei presbiteriani - metodisti e dei pentecostali, allora chi vive lì si dovrà mettere il cuore in pace. Perché la libertà di culto è un diritto costituzionale, sancito dall’articolo 19: ‘Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa’.
 

Certo ci sono tante altre strade che si possono percorrere. Il sacerdote della comunità presbiteriana - metodista Reverendo Sampson Amankwaa, infatti, ci confessa che per loro «non è poi così importante rimanere in via Negrelli, è sufficiente un locale che ci possa ospitare tutti. Ma, al giorno d’oggi, non è così facile trovare dei capannoni da prendere in affitto, ed è per questo che, se siamo a norma come sembra, non ce ne vogliamo andare».

di DAVIDE MISERENDINO










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