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MONTESE

Affiora una maxi bomba. Fu lanciata dagli aerei Usa

L'ordigno pesa quasi 230 chilogrammi, e ne continene 80 di tritolo. E' stato scoperto da Giovanni Sulla sul crinale di Ronchidoso

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Giovanni Sulla e la bomba ritrovata Modena, 11 agosto 2008. Colpo grosso messo a segno ancora una volta da Giovanni Sulla sul crinale di Ronchidoso, altura che scorre sul confine tra le province di Modena e di Bologna e che unisce i territori di Montese e del bolognese Gaggio Montano, teatro di sanguinose battaglie fra tedeschi e alleati. Col suo potente cercametalli ha scovato una bomba da aereo inesplosa, di fabbricazione americana, da 500 libbre: 227 chilogrammi di peso, con 80 chili di tritolo all’interno della corazza di acciaio. Del ritrovamento sono stati avvertiti i carabinieri di Montese, ma non è escluso che l’ordigno possa essere in territorio di Gaggio Montano.

Un estremo della bomba, quello con la spoletta, era a una profondità di alcune decine di centimetri. Sganciata probabilmente da un cacciabombardiere statunitense o da un P 47 brasiliano, non si conficcò nel terreno, ma ‘spanciò’, e questa – dicono gli esperti – potrebbe essere la causa della mancata esplosione. «Queste bombe – ricorda Giovanni Sulla, antiquario di reperti bellici dell’ultimo conflitto mondiale – trasportate dai bombardieri all’esterno, sotto la carlinga, venivano usate contro obiettivi come i bunker e le fortificazioni. E’ raro trovare bombe come questa perché quando impattavano potevano andare a tre o quattro metri di profondità. Questa è una GP, General Purpus. Poteva essere usata per esplosioni in profondità oppure in superficie con speciali spolette».

La grossa bomba si presenta in buono stato di conservazione: sotto lo strato di ruggine è visibile la vernice di colore giallo. Non è escluso che possa essere stata sganciata da un P 47 Thunderbold con le insegne brasiliane. Infatti, fu in questa zona che la FAB (Forza aerea brasiliana) diede supporto alle truppe di fanteria della Feb. A pochi metri dal luogo dove Sulla ha trovato la bomba, è visibile un ampio squarcio nel terreno che potrebbe essere stato prodotto dallo scoppio di una bomba analoga a quella rinvenuta.

A Montese furono sganciate bombe da 500 libbre in più occasioni dagli alleati. Seminavano terrore e distruzione. Le frequenti incursioni aeree e i continui cannoneggiamenti costrinsero la popolazione a vivere nei rifugi e dentro alle fogne del paese. La morte era sempre in agguato. Alle 10 del 12 dicembre una bomba, probabilmente da 500 libbre, centrò il palazzo delle scuole e lo rase al suolo. La stessa incursione aerea distrusse Ca’ Pieve a Maserno. Il 20 febbraio 1945, fu ridotto a un cumulo di macerie una casa che si trovava vicino alla chiesa: furono cinque le vittime che lo scoppio sorprese mentre si trovavano all’interno dell’edificio. Un’altra bomba, come quella trovata sul crinale di Ronchidoso, colpì l’albergo Zanni, una costruzione che si trovava nell’attuale piazza della Repubblica. L’ordigno entrò dal tetto, uscì da una finestra e si conficcò nel giardino vicino alla fontana, ma anche in quella occasione senza esplodere

di WALTER BELLISI










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