Parla la proprietaria della villetta di San Dalmazio, bruciata nella notte fra sabato e domenica: "Quasi non riconosco più la mia casa". Forse i malviventi cercavano la cassaforte: non l'hanno trovata e hanno appiccato il fuoco
Modena, 12 agosto 2008. «Sono distrutta, adesso sarà dura ricominciare». E’ incredula e arrabbiata Stefania Cappi, la giovane proprietaria della villetta data alle fiamme da ignoti all’alba di domenica scorsa. La trentatrenne residente a San Dalmazio, una piccola frazione sulle colline di Serramazzoni, al momento del fatto, non era in casa, ma in Croazia a godersi le ferie con il compagno e il figlio di appena quattro anni.
Avvisata dai genitori, ha fatto immediato ritorno a casa, dove ad aspettarla c’era uno scenario da incubo: il piano terreno è andato completamente distrutto e annerito dal fumo, sia il salotto con la sala da pranzo, che la cucina. Diversi focolai sono stati appiccati dagli intrusi in salotto, in cucina ed in camera da letto, mentre il fumo ha annerito tutti i muri della casa e rovinato anche i vestiti presenti negli armadi e nel guardaroba. All’interno della villetta, insomma, non si è salvato praticamente nulla. «Una cosa da non credere - afferma Stefania - Sono rimasta senza parole quando ho visto come era ridotta la nostra casa. Non la riconosco quasi più: chi l’ha ridotta così deve pagare.Quello che fa più male, però, è il fatto che si tratta di una villetta appena restaurata, nella quale abitavamo da soli due anni».
Sul posto stanno lavorando i carabinieri di Serramazzoni, i primi a dare l’allarme domenica mattina intorno alle 8 e 30, che indagano sui responsabili del vandalismo e sul possibile movente. Al momento, si sa che i ladri sono entrati da una piccola finestra laterale, usando un’ascia per sfondare le imposte e il vetro, ma pare che dalla casa non sia stato portato via nulla, ed è questo elemento che lascia sconcertata la famiglia Cappi: «Non ce lo spieghiamo - affermano all’unisono Stefania e sua madre Carmen Beneventi - Non hanno rubato nulla, nessun oggetto di valore: era quasi meglio se avessero trafugato qualcosa, piuttosto che devastare la casa. E’ inspiegabile perchè abbiano agito così: di sicuro, non abbiamo nemici, quindi escludiamo la pista della ‘minaccia’ o della ‘vendetta’». Più categorico, invece, il padre di Stefania: «Probabilmente cercavano la cassaforte, e non trovandola, hanno deciso di appiccare il fuoco per vendicarsi del tempo perso. Può succedere anche questo oggigiorno».
Per fortuna, la struttura portante della villetta ha resistito alle fiamme, ma Stefania Cappi sorride amaro all’idea di dover riprendere a vivere in quella casa: «Io penso al futuro e credo che non sarà facile restaurare tutto: ci vorranno mesi e a parte i forti disagi che comporta andare a vivere da un’altra parte, ho sempre il timore che un fatto così possa accadere di nuovo, e magari con me o qualcuno della mia famiglia in casa».
di MARCELLO MACCAFERRI
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