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IL GIALLO DI SAN DONNINO

Proprietario dell’auto sospetta nei guai
Ma lui nega: "Non c’entro niente"

Indagato per omicidio colposo un dominicano di 21 anni. E’ accusato di aver inseguito con la sua auto la moto che poi si è schiantata. La polizia stradale ha ascoltato le persone che quella sera erano in discoteca

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Incidente in moto a Modena Modena, 22 agosto 2008 - Tre giovani sotto torchio e un ragazzo dominicano di 21 anni indagato per omicidio colposo insieme a Daniel Mateo, il conducente della motocicletta finita fuori strada a San Donnino. La polizia stradale vuole vederci chiaro sull’incidente avvenuto martedì mattina in via Gherbella, nel quale è morto Josè Alberto Malagoli, 25enne nato in Venezuela e residente a Modena. Il ragazzo era in moto con Daniel Mateo: quest’ultimo ha raccontato alla polizia che lo schianto è stato causato da un’automobile, un’Alfa 147 grigia, che li inseguiva a folle velocità, speronandoli.

 

Così la Stradale da due giorni a questa parte ha ascoltato decine di testimoni, le ultime persone che quella sera hanno visto Alberto e Daniel al Frozen, dove i due amici avevano trascorso la serata. In particolare ieri la polizia ha interrogato il dominicano accusato da Daniel Mateo di essere alla guida dell’auto pirata, e iscritto sul registro degli indagati per omicidio colposo, e altri due giovani sudamericani che invece sarebbero stati ascoltati come testimoni.

 

La polizia stradale ha analizzato anche l’automobile del dominicano sotto inchiesta, un’Alfa 147 appunto, che però non presenterebbe segni riconducibili a un inseguimento con tanto di speronamenti.  "Il mio assistito -  ha confermato il legale del ragazzo sospettato di aver inseguito la moto mandandola fuori strada - si è presentato spontaneamente alla polizia. E’ stato infatti indicato da Daniel Mateo come autore dell’inseguimento e per questo è anche stato minacciato".

 

Il ragazzo, conosciuto solo per soprannome dal conducente della moto, sarebbe stato minacciato dagli amici della vittima dopo il racconto choc di Mateo. Così avrebbe deciso di andare alla polizia: "E’ andato in questura per dire che non c’entra nulla - continua l’avvocato. - E’ stato trascinato in questa storia perché il conducente della moto probabilmente vuole difendersi dall’accusa di omicidio colposo che pende anche su di lui. Anzi, è lui il primo indagato".

 

Tra Mateo e il proprietario dell’Alfa 147 non corre buon sangue, e per il legale Mateo avrebbe inventato tutto dando la colpa al suo assistito, che quella sera era davvero al Frozen: "Si sono visti in discoteca - conclude l’avvocato - Poi è successa la disgrazia e il mio asissitito è stato tirato in ballo. Così di fronte alle dichiarazioni del conducente della moto la polizia sta facendo le sue indagini. Non sono stati trovati segni di frenata lungo il tragitto e nemmeno sull’Alfa 147".

 

Per tutta la giornata di ieri, e anche mercoledì, al comando di polizia stradale di via Giardini c’è stata una ‘sfilata’ di testimoni tra cui il proprietario del locale e molti giovani, soprattutto sudamericani, appassionati di balli latini. Ma nessuno avrebbe visto litigi nella discoteca o nel parcheggio tra Daniel Mateo, la vittima e il secondo indagato.

 

di Valentina Beltrame










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