I matrimoni civili battono di netto quelli religiosi che sono in inesorabile calo. Che le unioni siano in diminuzione non è una novità, ma oggi Peppone batte Don Camillo con 345 matrimoni celebrati in municipio contro i 237 sì detti in chiesa nel 2007.Sempre di più i "sì" tra immigrati
Modena, 28 agosto 2008 - Gli sposi modenesi preferiscono salire la gradinata del Comune piuttosto che percorrere la navata di una chiesa, dritti all’altare. I matrimoni civili, infatti, nella nostra città battono di netto quelli religiosi che sono in inesorabile calo. Che le unioni siano in diminuzione non è una novità, ma oggi Peppone batte Don Camillo con 345 matrimoni celebrati in municipio contro i 237 sì detti in chiesa nel 2007. E non è sempre stato così. Rispetto agli anno ottanta le nozze ‘laiche’ sono raddoppiate mentre quelle religiose si sono dimezzate.
Nel 1980, per esempio, furono celebrati ‘solo’ 198 matrimoni a palazzo, mentre in chiesa furono 536, per un totale di 734 unioni suggellate. l’anno scorso i matrimoni in tutto sono stati 582, il minimo storico degli ultimi 27 anni. La musica è cambiata nel 1993, quando per la prima volta i matrimoni in chiesa sono scesi sotto la soglia di 500 funzioni l’anno. Nel 1999 le unioni religiose sono state 399 contro le 276 civili. E nel 2000 c’è stato il primo boom di matrimoni in Comune: 310 contro i 367 celebrati in chiesa. E’ nel 2002, però, che c’è stato il sorpasso delle unioni civili, forse dovuto anche ai matrimoni misti tra persone di religione diversa. E’ stato l’anno appena trascorso, però, a registrare il dato più eclatante con 108 unioni in più formalizzate solo in Comune.
Un problema di fede? Forse, ma anche il risultato dell’incremento dell’immigrazione che ha portato a un numero rilevante di matrimoni tra italiani e stranieri e anche tra stranieri stessi. Anche i divorzi hanno influito, obbligando chi opta per le seconde nozze a scegliere il municipio. Le unioni tra italiani, comunque, sono sempre la maggioranza, il 71% dei matrimoni celebrati in chiesa e in municipio. L’11,2% delle unioni, però, nel 2007 ha riguardato uomini italiani e donne immigrate, che nel 2006 furono il 14%. Meno numerosi i matrimoni tra donne italiane e immigrati, il 6% nel 2007. L’11%, infine, rappresenta la fetta di matrimoni tra immigrati, spesso della stessa nazionalità, che sono arrivati a Modena in cerca di lavoro. Tra le coppie miste, purtroppo, come dimostrato dalle recenti indagini di vigili e polizia, c’è anche qualche unione ‘combinata’ per fare ottenere ai clandestini la cittadinanza italiana.
Ma quali sono le fasce d’età che si scambiano più facilmente le fedi? Sia per gli uomini sia per le donne l’età giusta per dire sì, semmai ce ne sia una, è tra i trenta e i trentaquattro anni. Ma ci sono stati anche due casi in cui la sposa era un’over 50 mentre lo sposo appena ventenne. Tante, inoltre, le unioni tra persone con più di 50 anni, ben 39 nel 2007. In molti casi si tratta di persone divorziate e che contribuiscono ad aumentare il numero di matrimoni civili e a confermare le statistiche. Solo una ragazza con meno di 24 anni, infine, ha sposato un cinquantenne.
Secondo i dati, inoltre, molti sarebbero coloro che si sposano per la seconda volta. Non solo i divorziati, ma anche chi è rimasto vedovo, segno che le persone di una certà età sono più portare a dire sì. La maggior parte delle coppie, inoltre, sono formate da lavoratori: nel 73,7% dei casi hanno un’occupazione sia il marito sia la moglie. Nel 16, 2% dei matrimoni lavora solo l’uomo, nel 6,4% solo la donna, mentre nel 3,8% dei casi in famiglia non c’è nessuno che lavoro, almeno regolarmente.
di Valentina Beltrame
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