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FINTA SPOSA IN MANETTE

Matrimoni combinati, in cella sposa clandestina

Bloccato un'altra unione - truffa fra una magrebina e un impiegato italiano La clandestina è in cella

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Sposi all'altare ANCORA un matrimonio mandato all’aria dalla polizia, ieri mattina in Comune a Modena. Stavolta, però, non si tratta dell’ormai ‘solito’ extracomunitario a caccia della cittadinanza italiana che compra le nozze da una nomade. Ma di una marocchina, clandestina, che avrebbe pagato un impiegato modenese di 47 anni per diventare sua moglie e quindi italiana a tutti gli effetti.
Rispetto alle unioni saltate la scorsa settimana, quindi, quello di ieri era un matrimonio combinato al contrario, dove sarebbe stata lei a pagare. Il condizionale è d’obbligo perché la polizia non è riuscita ancora a dimostrare lo scambio di denaro tra gli sposi, cioè che le nozze siano state programmate a fronte di un pagamento. Anche se il dubbio è altissimo. Il matrimonio sarebbe comunque dovuto saltare in ogni caso, perché la marocchina, A. F. di 32 anni, oltre a essere clandestina era già stata espulsa dal questore di Bologna: è così stata arrestata per violazione della legge sull’immigrazione clandestina e stamattina sarà processata per direttissima. Lui, invece, è nato e vive a Modena e ha riferito ai poliziotti di essere un impiegato.

LA FINTA coppia si è presentata in Comune alle dieci: doveva essere sposata dal consigliere comunale di Sinistra Democratica Sergio Rusticali, che ancora non conosceva le identità dei due sposi. Ma nel frattempo gli uffici comunali avevano già avvertito la polizia: tra Comune e forze dell’ordine, infatti, c’è un filo diretto instaurato proprio per prevenire matrimoni fasulli che in questo periodo sembrano essere molti: cinque in una sola settimana, quattro dei quali sventati e uno saltato perché gli sposi hanno rinunciato all’affare. Quando la polizia è entrata in azione, ha trovato la coppia in ghingheri per il matrimonio e due testimoni: stavolta niente ospiti, ma solo il minimo indispensabile per sposarsi. Peccato che alle domande trabocchetto dei poliziotti i due finti innamorati non abbiano saputo rispondere, segno che i due non si conoscevano e che il matrimonio era sospetto.

COSÌ LA RAGAZZA è stata arrestata e portata in carcere: insomma, dalla pretesa di ottenere la cittadinanza italiana è finita per ritrovarsi in cella. All’uomo, per il momento, non può essere contestato alcun reato, almeno finché la polizia non riuscirà a provare un avvenuto scambio di denaro, in cambio del matrimonio. Da chiarire, inoltre, se esista un’associazione per delinquere dietro questi matrimoni truffa.
 










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