Ma altri tesori sono ancora in ballo tra Nicoletta e le figlie di Adua. Gli avvocati: "Per ora nessuna intesa sulle partecipazioni a cinque società e sui diritti d’autore"
Modena, 2 settembre 2008 - "Lui non avrebbe mai voluto liti nella sua famiglia allargata. E se davvero l’accordo fra Nicoletta Mantovani e le figlie Giuliana, Cristina e Lorenza è vicino, sarebbe il regalo più bello nel primo anniversario della sua scomparsa". Così dice uno che fu amico intimo della Voce d’Italia, Luciano Pavarotti, portato via da un tumore al pancreas giusto un anno fa, il 6 settembre. Il tormentone, non ancora esaurito ma in via di definizione, per la spartizione dell’eredità cominciò qualche mese dopo la morte, mentre ancora il mondo non si era asciugato le lacrime.
Oggi, dopo un braccio di ferro silenzioso, mai dichiarato se non attraverso le prudenti dichiarazioni degli avvocati, l’accordo è sempre più vicino. In ballo c’è un tesoro di circa 150 milioni che deve andare alle tre figlie, a Nicoletta Mantovani e alla piccola Alice, con lo strascico di qualche decina di migliaia di euro distribuiti in beneficenza, e fra amici, collaboratori e altri familiari. L’accordo, seppur parziale e ancora in attesa di una vasta certificazione giudiziaria (in virtù del fatto che uno degli eredi è Alice, figlia minorenne del tenore e di Nicoletta Mantovani), potrebbe essere siglato in tutte le sue parti entro fine anno. Adesso c’è una intesa di massima avvalorata da figlie e moglie, sulla quale è stato dato un ok agli inizi di luglio.
Non che le figlie e la seconda moglie della Voce siano diventate amiche, ma la pace sull’eredità ha eliminato uno scontro giudiziario che entrambe le parti a un certo punto avevano messo in preventivo. Ma gli avvocati - lo studio Bernini di Bologna per Nicoletta Mantovani, e Fabrizio Corsini di Modena per le tre figlie - sono riusciti a trovare una formula che sembra accontentare le parti.
Erano state soprattutto Cristina, Lorenza e Giuliana a dare un primo stop all’eredità possibile, così come era stata concepita nell’intreccio di tre testamenti del tenore, l’ultimo dei quali integrava i precedenti due. Il patto comprende gran parte ma non tutti i beni dell’inventario stilato all’inizio dell’anno dal notaio Giorgio Craini di Vignola, gli appartamenti di New York e altri beni contenuti nel trust americano. Restano affidati ad un secondo round ("Ma ci metteremo sicuramente d’accordo", assicurano gli avvocati) le partecipazioni a cinque società (Lupa web, Sporting due, Pavarotti international, Equipromotional e Iride), il patrimonio sconfinato dei diritti d’autore, oltre a opere d’arte depositate al sicuro di qualche cassetta di sicurezza all’estero.
Dalle poche notizie trapelate si è appreso che la grande spartizione affida sicuramente a Nicoletta Mantovani e ad Alice la grande villa di Modena — posta al centro della tenuta dove sorgeva il circolo ippico teatro dei concorsi internazionali a Santa Maria di Mugnano — con il corredo della piscina, del parco, del ristorante e di tutte le strutture annesse. Alle tre sorelle Pavarotti invece vanno altri gioielli: l’appartamento del condomino Victoria a Montecarlo dove il tenore aveva la residenza e la villa sulle colline di Pesaro dove il Maestro stese il secondo testamento del luglio 2007.
Dentro a questa prima parte di intesa ci sono anche tre fabbricati con appartamenti a Modena città, garage, arredamenti di lusso e famosi abiti di scena che i collezionisti sarebbero disposti a pagare decine di migliaia di euro. Il trust americano che comprende gli appartamenti di New York resterebbe, con qualche aggiustamento, a favore di Nicoletta e della figlia, mentre sul patrimonio di opere d’arte ci sarà ancora da lavorare.
Lo scontro sull’eredità dunque non ci sarà, ma è stato sfiorato. E’ stata Nicoletta a dover cedere su alcuni punti verso i quali le tre figlie avevano puntato i piedi. Dunque, soprattutto in questi giorni, le due parti della famiglia faranno di tutto per non dare l’impressione di essere due fazioni in lotta.
Sullo sfondo, discreta e silenziosa rimane Adua, la prima moglie di Luciano Pavarotti. Spense le luci della scena quando si separò dal marito e da allora, con grande dignità, in pubblico non ha mai aperto bocca, se non per recitare le preghiere della messa in mondovisione che l’anno scorso rese omaggio in Duomo al tenore d’Italia.
di Beppe Boni
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