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DECALOGO ANTI - FANNULLONI

"In Provincia? Siamo responsabili anche coi tacchi"

Le regole che limitano le pause caffè, ma anche il vestiario di dirigenti e dipendenti, sembra essere state recepite quasi come una sfida, per dimostrare la propria virtù sul posto di lavoro

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Scarpe di lusso Modena, 3 settembre 2008 - Più sorrisi ironici che mugugni, ieri, negli uffici della Provincia in viale Martiri della Libertà. Il rigido decalogo anti fannulloni che da fine agosto limita le pause caffè, ma anche il vestiario di dirigenti e dipendenti, sembra essere stato recepito quasi come una sfida, da parte del personale, per dimostrare la propria virtù sul posto di lavoro.

 

Non mancavano ieri, per la verità, i tacchi alti ai piedi di alcune dipendenti, quelli che sono stati indicati nella seduta di stesura del regolamento come "calzatura che può agevolare la possibilità di incorrere in infortuni". Due, in particolare, gli episodi che hanno visto donne cadere malamente sulle scale della sede, e fatti presenti dal dirigente del personale Ubaldo Fraulini. "In realtà quei tacchi li tollereremo - precisa quest’ultimo - ma vorrei invece sottolineare l’obiettivo di prevenzione e non di punizione delle norme introdotte, perché poi ogni episodio spiacevole rischia di ripercuotersi sull’immagine dell’ente pubblico".

 

"Le nuove regole ricalcano indicazioni di buon senso - dice la dipendente Nicoletta Franchini - e personalmente non mi sento penalizzata. Un po’ di stupore c’è stato solo nel leggerle, ma tutto si è fermato lì". "Io indosso le scarpe basse", dice sorridendo Cristina Zoboli, altra dipendente, mostrando il suo paio verde luccicante ai piedi. "Io posso dire di limitare le mie pause - dice Gualtiero Agazzani, collaboratore del settore Pianificazione territoriale -. Personalmente, il nuovo regolamento non mi preoccupa. Piuttosto, vorrei che si risolvesse il problema del fumo qui dentro, molto più di altri".

 

"In fondo, le norme non hanno fatto che regolamentare situazioni interpretabili, come la pausa caffè - precisa Eriuccio Nora, direttore del settore Pianificazione - e questo tutelerà tanto i dipendenti, quanto i cittadini che hanno diritto a godere di servizi continuativi nell’ente". C’è chi storce un po’ il naso, però, nel giudicare i nuovi dettami per il personale.

 

"Posso dire di fare meno pause del dovuto, gli unici alcolici qui li ho bevuti al brindisi di fine anno. Ho l’impressione che si tratti di misure contro le chiacchiere fatte su di noi", dice Fabio Barbolini, del settore informatico. "Ci si è attenuti al buon senso - aggiunge Franca D’Iorio - ma è pur vero che il controllo avviene anche reciprocamente, fra colleghi. Una collega, anonimamente, fa presente che "i tacchi alti non necessariamente sono meno sicuri".

 

"Io continuerò a usarli - dice Fulvia Forte -. Le nuove norme non mi disturbano, comunque. Mi sembrano corrispondere a regole di educazione che si dovrebbero imparare molto prima di iniziare a lavorare qui".

 

di Paolo Grilli










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