La Guardia di Finanza ha scoperto che i mezzi di trasporto non erano conformi alla normativa. Le bici, prodotte da una ditta con sede in Cina, al momento della ricarica avrebbero potuto prendere fuoco
Modena, 4 settembre 2008 - Circa 2000 biciclette elettriche che rischiavano di incendiarsi in fase di ricarica, poichè non conformi alla normativa vigente, sono state scoperte e sequestrate dalla Guardia di Finanza di Sassuolo, in provincia di Modena. Erano illegalmente detenute da una società di Sassuolo e da un consorzio di Vignola.
Sottoposti a sequestro anche le componenti di ricambio prodotte dalla 'Qunsheng Group Co.Ltd' di Shilipai Yongkang Zhejiang, con sede in Cina. Il materiale era completamente sprovvisto delle certificazioni Ce sulla sicurezza. Le indagini svolte dai militari hanno consentito di rilevare che nel periodo compreso tra il 2004 e il 2008 il consorzio vignolese e la società sassolese hanno importato, a prezzi bassissimi, e immesso sul mercato circa 2.000 biciclette simili a quelle attualmente sequestrate, provvedendo alla commercializzazione principalmente In Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Marche, Friuli, Veneto e Lazio, ma anche in Spagna e Portogallo.
Gli inquirenti, che hanno provveduto alla convalida del sequestro, hanno disposto anche le perizie tecniche che hanno confermato la pericolosità del materiale sequestrato. Denunciato il rappresentante legale della società di Sassuolo e del consorzio di Vignola.
Il ministero dello Sviluppo economico, venuto a conoscenza dei fatti, ha attivato la procedura per impedire l'importazione di analogo materiale sul territorio nazionale.
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