E' accaduto a Mirandola. Il grosso serpente era avvinghiato alla grondaia. I volontari del Centro fauna selvatica lo hanno recuperato e trasportato a Modena. Ora si cerca di rintracciare il proprietario
Modena, 4 settembre 2008. Un boa coda rossa maschio di oltre due metri avvinghiato alla grondaia. E’ la scena che si è presentata nel pomeriggio alle suore e ai bambini della scuola materna paritaria di Mirandola di via Libertà 2. Superato il primo momento di stupore e di paura, viste anche le dimensioni dell’animale, il personale della scuola ha avvertito la Polizia municipale che è intervenuta insieme ai volontari del Centro fauna selvatica Il Pettirosso di Modena, specializzati in recupero della fauna selvatica ed esotica, oltre ai Vigili del fuoco e ai tecnici dell’Ausl locale.
E’ stato Piero Milani, responsabile del Centro, a salire sulla grondaia e a prelevare l’animale, del resto molto tranquillo, che ora è ospite del Centro in via Nonantolana a Modena. Originario del Sudamerica, il boa coda rossa non è velenoso ma è potenzialmente pericoloso perché in determinate condizioni può attaccare l’uomo.
Molto probabilmente l’animale è scappato dal suo proprietario. Sono in corso le indagini della polizia municipale di Mirandola per identificare chi detenesse il boa e in quali condizioni. In base alle norme internazionali Cites recepite anche dal nostro paese è possibile custodire animale esotici ma solo con le previste autorizzazioni.
Come ogni anno torna la seconda settimana di settembre l'appuntamento tradizionale per la valorizzazione del tortellino di Castelfranco Emilia. Tortellini con pasta sfoglia tirata al mattarello rigorosamente cotti e serviti in brodo. E l'immancabile rievocazione storica