I vigli hanno reso esecutiva l'ordinanza del Comune. E trecento fedeli si sono inginocchiati a pregare direttamente sul piazzale lungo via Circonvallazione
Modena, 6 ottorbe 2008 - Una schiera silenziosa e convinta, trecento uomini rivolti alla Mecca e anche verso chi, a pochi metri, sfrecciava sulla Circonvallazione sud-est a Sassuolo. L’associazione culturale islamica El Huda ha risposto nella maniera più pacifica, ma anche più ferma possibile, all’ordinanza comunale che ieri mattina l’ha, di fatto, privata della propria sede. Ha dato vita in strada a una preghiera lunga tutto il giorno, dal significato che va oltre quello della semplice manifestazione di culto. Chiaro il messaggio di non voler rinunciare a un proprio spazio in città.
L’intenzione del centro culturale ‘sfrattato’ è quella di mantenere il dialogo con l’amministrazione comunale. Almeno fino a mercoledì, quando il sindaco Graziano Pattuzzi incontrerà i suoi rappresentanti per valutare una nuova collocazione per la moschea. Con i numeri che l’associazione presieduta da Jilali Hasnaoui può vantare (500 gli iscritti), non è difficile immaginare un confronto serrato per l’assegnazione rapida di una nuova sistemazione.
Il provvedimento di chiusura dei locali di via Circonvallazione sud-est 189, per altro, era annunciato da tempo: a motivarlo, la mancanza dell’impianto di aerazione e una manutenzione carente degli spazi. Ma forse non tutti gli islamici che erano soliti frequentarli pensavano ieri, di potersi trovare realmente fronte alle vetrine chiuse del centro. Molti scuotevano la testa leggendo il testo dell’ordinanza appesa all’ingresso, poi non rilasciavano dichiarazioni racchiudendo tutte le proprie sensazioni nei momenti di preghiera che si sono tenuti sotto la guida dell’Imam Tarek Yusf.
«La mancanza di un luogo di culto crea inevitabilmente numerosi disagi — dice Hicham, portavoce dell’Imam —. Noi siamo disponibili a ragionare per trovare soluzioni che vadano incontro alle esigenze di tutte le parti. Ma finché non riusciremo a trovare un accordo per continuare la nostra attività, sarà la strada il nostro luogo di culto». Procede quindi sul filo di un dialogo aperto fra amministrazione e musulmani, ma senza soluzioni immediate all’orizzonte, la questione della nuova collocazione della moschea. La chiusura degli spazi di via Circonvallazione obbligano poi a un’accelerazione per decidere della ubicazione. Tutto questo, mentre l’amministrazione ha già bocciato le due proposte ricevute dagli islamici, quelle di via San Giorgio e via San Giacomo, e la minoranza di centrodestra da tempo ha levato gli scudi contro una nuova moschea.
Le centinaia di musulmani che ieri occupavano in maniera silenziosa e ordinata via Circonvallazione, con la sola loro presenza, dimostravano una compattezza eloquente. Chi li scorgeva in auto rallentava e subito si stupiva guardando con curiosità oltre il finestrino. Forse nemmeno immaginava che i locali della sede chiusa con l’ordinanza potessero ospitare tante, convinte persone.
(Hanno collaborato Laura Corallo e Andrea Antonietti)
di PAOLO GRILLI
Mezzosoprano, 29 anni, è allieva di Raina Kabaivanska e arriva da Roma. Ha conquistato anche una scrittura alla Scala di Milano e al Carlo Felice di Genova