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L'INAUGURAZIONE

Un aereo da guerra nel cortile della facoltà di Ingegneria

Una cerimonia per l'aereo F-104S ASA-M Starfighter donato all’Università di Modena e Reggio Emilia dall'Aeronautica Militare Italiana. Ma sulla presenza del velivolo nel piazzale interno non sono tutti d'accordo

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L'F 104 installato nel cortile della Facoltà di Ingegneria (foto Fiocchi) Modena, 8 ottobre 2008 - Sarà un potente aereo, un F-104S ASA-M Starfighter, ad accogliere da ora in avanti gli studenti che ogni giorno affollano il Campus della facoltà di Ingegneria di Modena. Un esemplare del prestigioso velivolo, fiore all’occhiello dell’Aviazione Militare Italiana, costruito in Italia da Fiat-Aeritalia è stato donato nei giorni scorsi all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia dai vertici militari, che in questo modo hanno inteso riconoscere il contributo che una delle accademie di studi più note ed antiche del nostro Paese fornisce nella formazione dei propri ufficiali che frequentano l’Accademia Militare di Modena.

Sistemato nel piazzale interno ai corpi dei fabbricati che ospitano la sede della facoltà di Ingegneria di Modena e i Dipartimenti di Ingegneria Meccanica e Civile, di Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente e di Ingegneria dell’Informazione, il completamento della sua installazione è stato festeggiato con una cerimonia che ha richiamato intorno a questo aereo, cui sono state introdotte via via successive modifiche, per oltre 40 anni in dotazione al 4° Stormo “Amedeo d’Aosta” che ha come propria insegna il modenesissimo 'Cavallino rampante', e che ha raggiunto nella sua vita quasi 1 milione di ore di volo, autorità accademiche, civili e militari della città.

“Per l’Ateneo, da tempo impegnato nella formazione dei quadri di comando dell’Esercito attraverso le attività di insegnamento che prestiamo presso l’Accademia Militare di Modena – ha sottolineato il Rettore prof. Gian Carlo Pellacani – è senz’altro motivo di orgoglio essere stati fatti segno di un gesto tanto generoso, che evidenzia e rafforza la nostra collaborazione col Ministero della Difesa. Questo dono è, dunque, un suggello che ci stimola a proseguire il compito formativo ed educativo che rivolgiamo non solo verso la preparazione dei futuri ufficiali, ma più in generale verso le migliaia di giovani che frequentano i nostri corsi di laurea per attingere nozioni scientifico-tecnologiche e capacità professionali adeguate da spendere nel mondo del lavoro”.

L’F-104 è un velivolo militare da superiorità aerea le cui linee progettuali, sviluppate negli USA agli inizi degli anni ‘50, si distinguevano decisamente da quelle dei velivoli del suo tempo per innovazione aerodinamica, tecnologia e design. Per la sua linea, caratterizzata da piccole ali, una fusoliera lunga e fine e per la sua velocità di punta di oltre 2.000 chilometri all'ora, fu subito paragonato ad un missile con pilota a bordo.

“Gli aerei, ed in particolare quelli con prestazioni più estreme, - afferma il preside della facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia professor Giuseppe Cantore - hanno da sempre rappresentato il più alto grado della tecnologia ingegneristica, anche in relazione all’epoca di riferimento. L’ F-104S ASA-M donato dall’Aeronautica Militare Italiana alla facoltà di Ingegneria di Modena ben rappresenta tutte le discipline ingegneristiche qui insegnate, dalla meccanica, all’elettronica, alle telecomunicazioni ed ai materiali. E’ quindi motivo di soddisfazione che questo simbolo di alta ingegneria sia stato posto all’interno del Campus ad indicare come un prodotto ad alta tecnologia debba essere il risultato di studi e realizzazioni le più diversificate ed integrate fra loro”.

L’esemplare ora in mostra presso l’ateneo emiliano e ormai in disuso, è stato concesso per scopi espositivi. “L’Aeronautica Militare – fanno sapere dal Comando dell’Aeronautica Militare Italiana - è lieta che un velivolo come l’F 104, che per oltre 40 anni ha egregiamente assicurato la difesa dello spazio aereo italiano, possa oggi divenire anche un simbolo tangibile dell’importanza della ricerca nel campo aeronautico e spaziale. Un settore, questo, le cui ricadute contribuiscono al progresso tecnologico e scientifico e di cui può beneficiare l’intera collettività”.

  

E intanto il dono dell'Aeronautica fa discutere alcuni studenti e ricercatori dell'ateneo: “Questa operazione ci sembra decisamente bizzarra, per non dire assurdacommenta Paola Luches, ricercatrice - i soldi spesi per trasportare e installare l’aereo si potevano spendere in altro modo ad esempio per ben più innocui mezzi di trasporto, a conti fatti risulterebbero più di 200 abbonamenti annuali alla rete di autobus per gli studenti, o i tanto richiesti portabiclclette con posti coperti. Ma anche aiuti per studenti meritevoli".

"E poi quale sarebbe il significato di un aereo da guerra che ha seminato vittime in Vietnam e nella guerra del Golfo, in un luogo dedicato alla cultura e all’incontro di saperi come l’Università?" obiettano i ricercatori - "L’F104, noto anche col nome di 'bara volante' a causa dei frequenti incidenti, non può essere nemmeno considerato un tributo alla tecnologia italiana, né tanto meno modenese, dato che la progettazione è della americana Lockheed e per di più decisamente datata (anni Sessanta). La città di Modena è nota nel mondo per ben altri prodotti dell’ingegneria e della meccanica avanzata".










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