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SICUREZZA IN CITTA' / L'APPELLO

L'Ascom: "Degrado, Pighi ha più poteri, li usi"

I commercianti modenesi si rivolgono direttamente al primo cittadino: "Finora solo ordinanze con scarsi effetti"

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Modena, controlli della polizia municipale (foto Fiocchi) Modena, 10 ottobre 2008 - I sindaci, con il nuovo decreto Maroni, hanno più poteri in materia di sicurezza. Allora perché il primo cittadino di Modena Giorgio Pighi non li usa? Lo chiede Carlo Galassi, presidente provinciale di Ascom Confcommercio: "Il rispetto delle regole, signor sindaco — scrive Galassi in una lettera aperta — Sembra banale, ma il problema più immediato della domanda di sicurezza nella nostra città in gran parte sta qui".

"Schiamazzi, bullismo, prostituzione per strada, vandalismo, sono tutti frutti della stessa malefica pianta: la mancanza di rispetto per le più elementari regole di convivenza civile che produce insicurezza e paura nella vita cittadina quotidiana. Il degrado pesa su tutti i cittadini, secondo Ascom Confcommercio pesa in particolare sulle piccole e medie imprese a contatto quotidiano, da una parte con i rischi dello scadimento della sicurezza e dall’altra con una clientela timorosa e insicura. Il fatto è — prosegue il presidente — che la sicurezza, è nel decreto Maroni, è da considerare un bene pubblico da tutelare come condizione di vivibilità, di convivenza civile e di coesione sociale".

"È convinzione di Ascom Confcommercio che questo bene non sia negoziabile con nessuna appartenenza politica o ideologica, ma che al contrario appartenga a tutti i cittadini in quanto diritto di convivere col prossimo, mantenendo il sentimento di paura sotto il livello di sopportazione. È vero che, in passato, il Comune di Modena ha emesso ordinanze contro il degrado, cercando di arginare il problema, ma il continuo ripetersi di comportamenti che non rispettano il principio di legalità, dimostra la scarsa efficacia di questi provvedimenti. Di fronte alla novità del decreto Maroni, che consente ai sindaci misure più penetranti, è dunque lecito chiedere all’amministrazione se intende avvalersi di questa nuova capacità di intervento e in quali modi. E’ nostra convinzione che gli amministratori, possano, e debbano, assumersi in via diretta la responsabilità di prendere decisioni per richiamare i cittadini al rispetto delle regole".










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