E' finita a giudizio con l'accusa di esercizio abusivo della professione e falsità materiale. Con lei sono imputati anche i due responsabili della struttura
Modena, 11 ottobre 2008. Per mesi avrebbe lavorato come tecnico assistenziale in una clinica di Modena senza avere la qualifica necessaria. Per questo motivo è finita a processo con l’accusa di esercizio abusivo della professione I.L., romena 26enne giunta nel nostro paese qualche anno fa. Con lei, sono imputati per lo stesso reato, in quanto responsabili della struttura, anche il direttore sanitario M.M. e il direttore generale, S.F.. La donna è accusata anche di falsità materiale commessa da privato.
Ieri, per l’assenza di un testimone, ha subito un rinvio l’udienza prevista in Tribunale a Modena. Nelle prossime settimane si dovrà però chiarire in aula come la giovane straniera si sia potuta procurare l’impiego senza avere i requisiti di legge.
«Non si tratta innanzitutto di un’infermiera come si potrebbe pensare — dice il direttore generale — ma di un tecnico che lavora solo nel poliambulatorio e non alle prese con pazienti ospedalizzati. Da quanto mi risulta, poi, la donna sta proprio in queste settimane ultimando il corso di laurea di Infermieria a Modena, per ottenere quel titolo necessario per integrare la preparazione già acquisita in Romania. Proprio il 3 novembre dovrebbe terminare i corsi dell’ultimo anno. Insomma, è una vicenda spiacevole ma che non ha avuto nessuna conseguenza reale per chi si avvale dei nostri servizi. Il tecnico è stato poi assunto dalla struttura sanitaria affidandosi a un’agenzia esterna».
L'aereo da guerra donato all'Università di Modena dall'Aeronautica Militare