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TRAGEDIE SULLA STRADA

Si schianta e resta ucciso mentre consegna le paste

Cristian Macchi, 26 anni, abitava vicino a Castelfranco. Il suo furgone centrato dall'auto di due giovani che tornavano da una festa. Lavorava insieme al cognato: "Lascia in noi un vuoto enorme"

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ambulanza Modena, 13 ottobre 2008 - Da due anni passava le notti in giro sul suo furgone, rifornendo i bar di brioches fresce di pasticceria. Era il suo lavoro e domenica mattina, poco dopo le 4, come sempre era in strada per effettuare le consegne quando la sua vita è finita, spezzata in un frontale con un’auto con a bordo due ragazzi di ritorno da una festa che, stando ai primi rilievi dei carabinieri, avrebbe invaso la corsia opposta. E’ morto così Cristian Macchi, 26 anni, residente a Crespellano (nel bolognese), in una strada di campagna, via Fossa Vecchia, proprio al confine con Castelfranco. E a Piumazzo, infatti, il giovane aveva il suo gruppo di amici.

L’incidente è avvenuto alle 4,13 a Sasso Marconi. Cristian Macchi era sul suo Ducato quando una Peugeot 206, con a bordo due giovani calabresi, avrebbe sbandato per cause ancora in via di accertamento. L’impatto è stato terribile: i due mezzi si sono accartocciati in mezzo alla carreggiata e il furgone, alimentato a gpl, si è incendiato. Una pattuglia dei carabinieri era in zona e ha visto il fumo. In pochi minuti è arrivata sul posto: il Ducato era avvolto dalle fiamme, che si stavano propagando anche alla Peugeot. Il conducente, L. L., 22 anni, originario di Crotone, era già uscito, mentre il passeggero, G. F., 24, originario della provincia di Reggio Calabria, era rimasto incastrato. I militari dell’Arma l’hanno estratto dalle lamiere, salvandogli la vita.

Per Cristian Macchi, invece, non c’è stato stato scampo: prima lo schianto, poi il fuoco. E’ stata la sorella di 19 anni ad aprire la porta ai carabinieri che, poco dopo le sei del mattino, hanno dato la tragica notizia alla famiglia. Cristian viveva con il padre Roberto, la sorella, un fratello di 14 anni e la nonna. Un’altra sorella, già sposata, vive a Castelfranco. Proprio con il marito di quest’ultima, Cristian aveva intrapreso la sua attività: iniziava alle 23 e finiva alle sette del mattino. Poi un po’ di riposo e di nuovo al lavoro, per dare una mano al padre nei campi che hanno vicino a casa.

Ieri la notizia della tragedia si è diffusa in pochi minuti e tutti i parenti, che abitano a Castelfranco, si sono stretti attorno ai genitori di Cristian. «Era un ragazzo d’oro — dice commossa la zia, Samuela — con la testa sulle spalle. Lavorava e amava tanto la campagna — aggiunge la zia — gli piacevano gli alberi da frutto. Non aveva grilli per la testa, era un ragazzo dedito alla famiglia. Lascia in noi un vuoto enorme, impossibile da colmare».

di GIACOMO CALISTRI e GILBERTO DONDI










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